Il tempo passa, la spocchia no: i 5 Stelle si credono gli unici onesti

Ben più interessante delle modifiche alla riforma Cartabia, è il modo in cui queste sono state raccontate dal MoVimento 5 Stelle. Se un marziano capitato per sbaglio sulla Terra avesse ascoltato ieri le parole pronunciate da Giuseppe Conte dopo il Consiglio dei ministri, ne avrebbe certamente ricavato l’impressione che al governo – fatta eccezione ovviamente per i 5 Stelle – risiedono mafiosi, camorristi, ‘ndranghetisti e terroristi.

Leggete le parole pronunciate dall’avvocato del popolo: “Abbiamo detto che non si può transigere sui processi di mafia e terrorismo e lo abbiamo ottenuto“.

Insomma, sembra proprio che qualcuno volesse salvare “cosa nostra” o le Brigate Rosse, stando al ragionamento di Conte. Il quale, per non rischiare di essere frainteso, ha ribadito: “C’è stata un’altra durissima battaglia per quanto riguarda tutti i processi comunque collegati alla mafia. Lì purtroppo sono davvero rammaricato: c’è stata la dura, durissima opposizione della Lega, e questo mi fa pensare. Quando si tratta di combattere la mafia siamo tutti sullo stesso fronte, poi invece quando si scende nei fatti concreti gli slogan scappano via e evidentemente poi non ci si ritrova sullo stesso fronte“.

Avete capito? La Lega si è opposta alla battaglia dei 5 Stelle sulla mafia, dice Conte, e questo lo fa pensare. Ma cosa gli dà da pensare? Conte sembra suggerire che il Carroccio abbia un certo interesse nel lasciare più larghe le maglie dei processi legati alla mafia. Sta insinuando forse che nel partito di Salvini ci siano dei mafiosi? Se sì, deve “fare nomi e cognomi“, per usare un’espressione a lui cara. Se no, è meglio che tenga riservati i propri pensieri.

Ma andiamo avanti. Il grande sconfitto di questa svolta garantista, Alfonso Bonafede, intervistato da Repubblica dice che “in questa maggioranza, soli contro tutti, abbiamo blindato i processi di mafia, e questo risultato ha un solo nome, ed è il Movimento 5 stelle, e una sola firma, quella di Giuseppe Conte“. Di nuovo, la narrazione sembra essere più o meno la seguente: al governo ci sono i sodali di Totò Riina e i 5 Stelle sono l’ultimo baluardo della legalità contro lo Stato deviato. Una trama degna di uno dei tanti complotti che in questi anni i grillini ci hanno propinato: dall’esistenza delle sirene al mancato sbarco dell’uomo sulla Luna, fino ad arrivare ovviamente al Conticidio.

Finita qui? Macché. L’ultima perla arriva da Fabiana Dadone, per la cronaca ministro del governo Draghi, anche se tra minacce di dimissioni, retromarce e post sul suo blog non si direbbe. Bene, la titolare delle Politiche Giovanili, oltre ad usare un linguaggio più consono ad una dittatrice che ad una ministra – per due volte scrive “ho imposto” (anzi, una volta addirittura “ho FORTEMENTE imposto“, chissà poi a chi – dichiara che “oltre ad aver salvato dalla tagliola dell’improcedibilità i reati di associazione mafiosa e di voto di scambio mafioso, oltre che i reati di terrorismo, violenza sessuale e traffico di droga, abbiamo ottenuto un prolungamento in appello a 6 anni fino al 2024 (5 anni dal 2025) per tutti i reati con l’aggravante mafiosa. Il meccanismo originario prevedeva 2 anni per l’appello, sono stati prolungati a 3 + 1“. Poi conclude: “Forse il bicchiere, come qualcuno dice, non sarà interamente pieno ma mi chiedo quanto sarebbe stato vuoto senza il M5S in Consiglio dei Ministri“.

Come dire che senza i 5 Stelle, oltre ai sodali di Riina e alle Brigate Rosse avrebbero avuto campo libero anche i violentatori alla Weinstein e i trafficanti alla El Chapo.

A questo punto viene da domandarsi: ma se sono tanto diversi, perché restano al governo con questi presunti criminali? La risposta ufficiale è che vigilano per il bene del popolo italiano affinché gli altri, i delinquenti, non facciano troppi danni. Il loro insomma è un sacrificio, non una commistione. E’ un po’ come se Falcone o Borsellino, anziché combattere i mafiosi da un fronte opposto, avessero cercato di entrare a far parte della Cupola per diminuire almeno di un po’ gli omicidi degli uomini di Stato. D’altronde la politica è l’arte del compromesso, no? No, non su questi temi.

La realtà è che nessuno al governo vuole difendere la mafia, i terroristi, i violentatori e i trafficanti. Il dramma è che purtroppo c’è chi ci crede davvero, a queste ricostruzioni ideologiche e farlocche. La notizia è invece la seguente: passano gli anni, cambiano i leader, perdono voti, ma la spocchia rimane, i 5 Stelle pensano di essere gli unici onesti.

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