Draghi non va in ferie. E ai ministri dice: “Restate in zona”

Per Camera e Senato l’ultimo giorno di scuola è stato archiviato: per tutti i parlamentari è iniziato un mese di ferie, con rientro in Aula previsto per inizio settembre.

Anche i ministri si concederanno un periodo di riposo, ma a differenza di deputati e senatori non potranno staccare il telefono. Mario Draghi, infatti, continuerà a lavorare a Palazzo Chigi. E questo vuol dire che nessuno può dormire sonni tranquilli.

Il premier con loro è stato chiaro: “Restate in zona, non vi allontanate troppo“. Perché le sfide che attendono il governo sono tali da non poter escludere un rientro anticipato, e la necessità di essere richiamati a Roma anzitempo esiste, senza che qualcuno pensi di attribuire a Draghi un certo sadismo.

Tra l’andamento della pandemia da monitorare e riforme da imbastire per far sì che i soldi del Recovery non vadano dilapidati, Draghi non vuole farsi trovare impreparato. Per questo trascorrerà il mese di agosto come il resto dell’anno: lavorando sui dossier più scottanti, perché il Paese non può permettersi di essere messo in stand-by in questa fase storica così delicata.

Si accontentino dunque i ministri del riposo accordato: a maggior ragione se è vero – e lo è – che ad un certo punto hanno rischiato di convidere con il presidente del Consiglio un agosto da stacanovisti. E’ successo quando la tensione sulla giustizia rischiava di far saltare la tabella di marcia delle riforme. E’ stato allora che Draghi ha lasciato intendere che senza accordo non ci sarebbero state neanche ferie.

Ora che quell’obiettivo è stato raggiunto, che l’attività di governo procede spedita, Draghi concede: “Se guardiamo indietro ai primi sei mesi dell’attività del Governo, si deve riconoscere che abbiamo lavorato abbastanza bene e di questo voglio ringraziare voi ministri (…) Questi risultati devono spronarci a continuare con la stessa determinazione quando torneremo dalla pausa estiva, perché sono ancora molti i provvedimenti che abbiamo in programma. Buone vacanze”.

Ecco, “buone vacanze” a parte, se non avesse aggiunto “abbastanza” non sarebbe stato Mario Draghi.

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