Conte in pressing su Di Battista: dove vuole candidarlo

Il pressing ha ufficialmente avuto inizio: Giuseppe Conte è in contatto con Alessandro Di Battista: punta a farlo tornare nel MoVimento 5 Stelle. E per tentarlo gli offre la possibilità di tornare da subito in Parlamento.

La notizia è fresca: l’ex premier ha pensato di giocare la carta “Dibba” per il collegio di Roma-Primavalle – mentre per sé ha puntato quello blindato di Roma Centro – lasciato libero dalla grillina Emanuela Del Re, fresca di nomina a rappresentante Ue per il Sahel. L’obiettivo di Conte è il seguente: spostare l’asse del Movimento, anche in Parlamento, in favore di un approccio più critico nei confronti del governo Draghi.

Un ingresso “di peso” come quello di Di Battista, infatti, avrebbe come conseguenza di cambiare fin da subito gli equilibri all’interno della formazione pentastellata. All’ala governista, massimamente interpretata da Di Maio, si affiancherebbe infatti quella del cosiddetto “Che Guevara di Roma Nord” in rappresentanza della frangia più barricadera.

L’ostacolo maggiore, per Conte, non è tanto vincere le resistenze degli alleati di coalizione, che pure non amano Di Battista. Con Letta candidato giallorosso alle suppletive di Siena, infatti, l’avvocato dà per scontato che nel collegio di Primavalle venga fatto il nome di un esponente M5S per sostituire la grillina Del Re. E poi in queste settimane Conte ha preso atto di una certa disponibilità – per usare un eufemismo – da parte di Letta ad accettare le sue richieste: segno che per vincere a Siena è disposto a tutto o quasi.

Cosa impedisce allora a Conte di reintegrare Di Battista? Di Battista stesso. L’ex attivista pentastellato, coerente con la sua linea, non ha intenzione di rientrare nel Movimento fino a quando non avrà tolto il sostegno a Draghi. E poi, per lui che è tra i pochi M5S della prima ora ad avere ancora un gettone da giocare in relazione alla regola (vecchia? superata?) del tetto dei due mandati, sarebbe stupido entrare in Parlamento sul finire della legislatura. Meglio attendere eventuamente nuove elezioni.

A nulla sono servite, per ora, le rassicurazioni di Conte, che ha fatto breccia nel cuore di molti pentastellati proprio con la promessa di far decadere il sopracitato limite. Difficile, però, che questo argomento faccia breccia con Di Battista, per attitudine portato a sedersi sulla riva del fiume. E deciso a difendere a tutti i costi la sua presunta aura di “puro” della politica italiana.

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