Il New York Times asfalta Conte e Salvini: “Draghi dopo i populisti”

Non è la prima volta che il New York Times tesse le lodi di Mario Draghi. Il governo italiano è un caso di studio nel resto del mondo per i risultati ottenuti in così breve tempo sul fronte della pandemia. In particolare il premier si è guadagnato la definizione di “premier più intransigente d’Europa” per la decisione di introdurre il Green pass rendendolo strumento necessario per entrare nei locali pubblici.

Nel racconto della situazione italiana, però, il quotidiano newyorchese fa un passo avanti, sottolineando come Draghi arrivi “dopo un lungo periodo populista che ha privilegiato il fervore anti-establishment e la propaganda virale rispetto a pragmatismo e competenza” e aggiungendo come “gli italiani stanno improvvisamente godendo di un’alta stagione di razionalità“.

Impossibile non leggere nella citazione del “lungo periodo populista” un riferimento a Giuseppe Conte, espressione proprio del movimento “anti-establishment” per eccellenza della politica italiana.

Bastonato anche Matteo Salvini, cui il NYT riserva queste parole: “Draghi, il cui governo è costituito da una grande coalizione di partiti, ha mostrato un talento nel mettere al loro posto politici populisti che speculano nel diffondere dubbi irragionevoli. Ciò include Matteo Salvini, il leader del partito nazionalista della Lega e un tempo il politico più potente in Italia, che ha faticato per avere rilevanza sotto lo schietto Draghi“.

Il New York Times sembra concedersi in chiusura anche una certa ironia nel sottolineare che il leghista ha assunto “una posizione ambigua sul vaccino”, per poi sottoporsi all’inoculazione dopo che Draghi ha detto che “l’appello a non vaccinarsi è un appello a morire”.

Qui la schermata del New York Times.

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