America is back, ma non troppo: perché Joe Biden stanotte ci ha deluso

Dobbiamo avere il coraggio di ammetterlo: Joe Biden questa notte ci ha deluso.

Possiamo darci tutte le giustificazioni del caso, ripeterci che il suo discorso sull’Afghanistan non fa una piega, che ad ognuno di noi è chiaro che dopo 20 anni di permanenza nel Paese, uno o cinque in più non avrebbero fatto differenza. Eppure le sue parole non sono quelle che avremmo voluto sentire.

Di nuovo, dobbiamo confessarlo: se a pronunciare le stesse parole fosse stato Donald Trump saremmo insorti. Avremmo denunciato l’atteggiamento isolazionista degli Stati Uniti. Avremmo guardato Oltreoceano chiedendoci che fine hanno fatto i nostri amici americani. Questa notte non sono meno amici, ma li avvertiamo più lontani.

Il discorso di Joe Biden cambia la prospettiva, delinea il quadro, sgombra il campo da ogni ambiguità: America is back, ma non troppo. Gli Stati Uniti ci sono quando serve, soprattutto a loro. Ci saranno se conviene, non più a prescindere. E’ bene che l’Europa ne tragga insegnamento: il poliziotto del mondo è andato in pensione, occorre attrezzarsi.

Ma in una notte di oscuri presagi per il Pianeta, con la coscienza che ribolle per ciò che (non) abbiamo fatto in quella parte di mondo da cui oggi vigliaccamente scappiamo, non tutto può essere rimesso in discussione.

Siamo delusi certo ma, magra consolazione, continuiamo a credere che Joe Biden sia un presidente migliore di Donald Trump.

La lezione è che non è il nostro, di presidente. Ma il presidente degli Stati Uniti d’America.

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