Intervista a Pregliasco (parte 1): “Roma, amministrative, tutti gli scenari”

Archiviato Ferragosto, la politica italiana (ri)entra nel vivo. Siamo ad un mese e mezzo dalle elezioni amministrative, l’appuntamento che i partiti sanno di non dover fallire perché può determinare la tendenza dei prossimi mesi e stabilire la griglia di partenza delle prossime Politiche.

Per fare il punto della situazione ho contattato Lorenzo Pregliasco, direttore di YouTrend, punto di riferimento assoluto quando si parla di sondaggi, analisi, scenari, mappe, politica in numeri. Con lui ho parlato di Roma ma non solo. Domani mattina, sempre alle 8:00, troverete la seconda parte dell’intervista dedicata alle suppletive nel collegio di Siena. Buona lettura!

D. Lorenzo, concentriamoci sulla “regina” di queste elezioni amministrative: la corsa per il Campidoglio. Spostando il discorso da locale a nazionale, chi ha più da perdere secondo te?

L. Ciascuno ha da perdere. Il Movimento 5 Stelle esprimendo il sindaco uscente, ed essendo una delle poche città che ha governato, ha molto da perdere. Un mancato accesso della sindaca uscente Virginia Raggi al ballottaggio sarebbe sicuramente un risultato “deludente“. Non so se definirlo tale perché presuppone che ci sia un’aspettativa diversa, ma sarebbe sicuramente un risultato molto negativo. Il centrosinistra ha questa dinamica Gualtieri-Calenda che comunque chiamerebbe in causa la scelta del candidato se il risultato fosse negativo. E c’è il centrodestra che da un certo punto di vista partirebbe favorito in queste elezioni, ma è arrivato molto tardi alla scelta del candidato: quella di Michetti è una candidatura che non entusiasma tutti, e quindi secondo me anche lì ci sarebbe da “perdere” in caso di risultato negativo, che potrebbe voler dire anche arrivare al ballottaggio ma poi essere sconfitti.

D. A proposito di Calenda, secondo i sondaggi, comunque vada, otterrà un risultato personale importante. Ma se dovesse restare fuori dal ballottaggio o addirittura arrivare quarto, secondo te la sua candidatura sarebbe da considerarsi un errore politico? La crescita di Azione ne risentirebbe?

L. Vedremo. I sondaggi gli danno un valore vicino al 15% che è importante ma è molto lontano da ciò di cui ha bisogno per sperare di arrivare al ballottaggio. E’ molto probabile che Calenda riuscirà a raccogliere un consenso personale molto più alto di quello che gli riserverebbe il suo partito soltanto; è anche vero che in questo contesto c’erano margini per puntare al ballottaggio e credo sia quello che sta facendo. Il limite della sua candidatura è stato quello di non riuscire ad aggregare al di là di una parte di elettorato e di soggetti politici, il non riuscire a raccogliere in un certo senso l’appoggio del Pd e sicuramente questo rende più difficile arrivare al ballottagio.

D. Parliamo ora di centrodestra. Fratelli d’Italia è destinato ad essere primo partito della coalizione. Salvini quale risultato deve raggiungere per dire di aver limitato i danni?

L. Roma sicuramente non è la città su cui la Lega punta particolarmente. Anche alle Europee quando ebbe un dato molto importante a livello nazionale Roma città non fu tra le “punte di diamante” di quel risultato. Fratelli d’Italia come dicevi è sicuramente molto radicato, molto forte. C’è poi come sempre anche il tema delle civiche che nelle elezioni amministrative rendono un po’ difficile la valutazione della performance delle liste. Credo che un dato non troppo lontano da quello delle Europee possa essere una soglia di buon risultato per la Lega considerato che un po’ le civiche tolgono e che Fdi è più strutturata e ha candidati al consiglio comunale più forti che possono raccogliere preferenze. Arrivare a doppia cifra in ogni caso sarebbe abbastanza positivo nel contesto attuale.

D. Chiudiamo questa prima parte dell’intervista con una domanda di carattere più generale. Suppletive di Siena a parte, qual è secondo te il risultato che può mettere in crisi la segreteria di Enrico Letta nel PD?

L. Lo scenario in cui la leadership del Pd viene indebolita è uno scenario in cui il centrosinistra fatica a confermare le tre città che amministra, ma mi pare che lo scenario più probabile sia quello in cui non solo le confermerà ma se le giocherà con buone chance anche nelle altre due, ovvero Roma e Torino. Napoli è un po’ difficile da inquadrare perché non si può dire che fosse amministrata dal Pd, aveva comunque con De Magistris un’amministrazione più di “sinistra” che di “destra”, volendo usare quella categoria. Però mi pare che ad oggi quanto meno sia più probabile un 5-0 per il centrosinistra che un 3-2 per il centrodestra. Questo anche per un fatto che non va dimenticato e che deve rientrare nelle valutazioni su “cosa aspettarsi”, sulle aspettative per il voto: cioè che le grandi città sono molto spostate a sinistra rispetto al Paese, e lo sono in modo crescente. Dalle Politiche del 2018 alle Europee del 2019 questa dinamica si è rafforzata.

Grazie Lorenzo, appuntamento a domani per la seconda parte dell’intervista.

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