Afghanistan: il bambino del filo spinato è con suo padre, adesso

Due braccia protese verso l’alto. Un bambino, poco più che neonato, che piange, contorcendosi, quasi consapevole della separazione che sta per avvenire. E’ infatti in procinto di essere consegnato tra le braccia di un soldato americano. Oltre il filo spinato che circonda l’aeroporto internazionale Hamid Karzai di Kabul. Non c’è altro modo per il padre di garantirgli un futuro: meglio lasciarlo andare, sperando che Dio lo assista. Sono immagini che strappano il cuore dal petto, scatti che ricorderemo anche tra dieci anni, emblematiche della tragedia umanitaria in atto in questi giorni in Afghanistan.

Ma c’è una buona notizia.

Immagine

Funzionari della Marina Militare hanno comunicato che il bambino in questione è stato riunito con il padre e i due sono “al sicuro all’aeroporto”.

Il portavoce dei marines, il maggiore Jim Stenger, ha detto al Marine Corps Times venerdì che quelle viste nel filmato erano le prime truppe statunitensi inviate per rendere sicuro l’aeroporto per aiutare l’evacuazione dei cittadini statunitensi e degli afghani a rischio.

“Il bambino visto nel video è stato portato in una struttura di trattamento medico sul posto e curato da professionisti medici”, ha detto Stenger in una e-mail. “Posso confermare che il bambino è stato riunito con il padre ed è al sicuro all’aeroporto. Questo è un vero esempio della professionalità dei marines sul posto, che stanno prendendo decisioni rapide in una situazione dinamica a sostegno delle operazioni di evacuazione”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.