Cos’ha detto Mario Draghi al G7 sull’Afghanistan

L’evoluzione della situazione in Afghanistan, gli aiuti umanitari, la gestione dei migranti e la lotta al terrorismo sono stati i punti al centro dell’intervento di Mario Draghi al G7 straordinario convocato oggi da Boris Johnson.

Palazzo Chigi fa sapere che il premier italiano ha ringraziato “tutti coloro che stanno contribuendo ad  assicurare il buon esito delle operazioni di evacuazione a Kabul, in particolare l’esercito americano, britannico e tedesco”.

L’obiettivo, ha detto Draghi, è riuscire a concludere in sicurezza queste operazioni entro fine agosto. Da segnalare, su questo punto, un’adesione alla linea tracciata da Biden anche contro il parere degli alleati, con l’inquilino della Casa Bianca deciso a rispettare l’accordo di Doha con i Talebani.

Draghi, in merito alla deadline del 31 agosto, ha sottolineato però la necessità di “mantenere un canale di contatto anche dopo la scadenza” e “la possibilità di transitare dall’Afghanistan in modo sicuro. Inoltre – ha aggiunto – dobbiamo assicurare – sin da subito – che le organizzazioni internazionali abbiano accesso all’Afghanistan anche dopo questa scadenza”. 

Il Presidente del Consiglio ha poi rivolto un appello ai leader del G7: “L’Italia reindirizzerà le risorse che erano destinate alle forze militari afghane verso gli aiuti umanitari. Chiedo a tutti voi di unirvi a questo impegno, compatibilmente con la situazione dei vostri Paesi”.

Draghi ha poi posto l’accento sul tema immigrazione: “Saremo in grado di avere un approccio coordinato e comune? Finora, sia a livello europeo, sia internazionale, non si è stati in grado di farlo. Dobbiamo compiere sforzi enormi su questo“.

Per quanto riguarda la lotta al terrorismo, ha dichiarato: “La nostra cooperazione è essenziale ed è cruciale agire in modo unitario. È fondamentale anche utilizzare tutte le leve diplomatiche e finanziarie  a nostra disposizione“.

Per raggiungere tutti questi obiettivi – ha concluso Draghi – credo che il G7 debba mostrarsi unito anche nell’aprire relazioni con altri Paesi. In questo, il G20 può aiutare il G7 nel coinvolgimento di altri Paesi che sono molto importanti perché hanno la possibilità di controllare ciò che accade in Afghanistan: la Russia, la Cina, l’Arabia Saudita, la Turchia e l’India“.

Di fatto una conferma di quanto anticipato ieri da questo blog, che aveva sostenuto l’intenzione di Draghi di fare del G20 a presidenza italiana l’occasione per cercare una soluzione alla crisi afgana.

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