Giuseppe Conte: “Astringere al dialogo i Talebani”

Giuseppe Conte conferma la sua linea sulla crisi in Afghanistan, almeno in parte. Se qualche giorno fa aveva parlato di “atteggiamento distensivo” da parte degli studenti coranici tornati al potere, oggi quanto meno ammette che “le ultime notizie non depongono a favore di un cambiamento dell’atteggiamento” degli estremisti islamici.

Intervenendo al Meeting di Rimini, Conte ha precisato: “Non c’è alternativa al dialogo con i talebani” ma “non vuol dire riconoscimento politico dei talebani“.

Sull’Afghanistan – ha continuato Conte tornando sulla polemica dei giorni scorsiho fatto un ragionamento politico di 15-20 minuti, credo che la situazione sia così seria da non poter essere risolta con uno slogan. In questo ragionamento ho chiarito che la situazione attuale, così drammatica, non contempla altre soluzioni al di dà del dialogo con i talebani. Un’altra guerra non è pensabile, non possiamo lasciare la popolazione afghana nell’angoscia“.

Non abbiamo alternative – ha detto ancora il leader M5S – se non quello di creare nella comunità internazionale un atteggiamento compatto che cerchi di astringere al dialogo i talebani per assicurare protezione e tutela della libertà delle persone che rimangono nel paese. Sono stato tacciato di essere l’avvocato dei tagliagole e un fiancheggiatore dei talebani: finiamola di fare gli scienziati della geopolitica…“.

Nota dell’autore: “Astringere” è un verbo esistente nella lingua italiana. Ma perché non dire semplicemente “costringere“, “obbligare“? Perché?

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