Durigon si dimette da sottosegretario: decisivo il pressing di Draghi

Quanto anticipato ormai diversi giorni fa si è verificato: Claudio Durigon si dimette da sottosegretario, peraltro con le tempistiche indicate da questo blog.

Decisivo il pressing di Mario Draghi, che in un incontro privato con Matteo Salvini aveva fatto presente al leader della Lega di non poter tollerare la presenza nell’esecutivo del suo braccio destro, resosi responsabile di affermazioni indifendibili chiedendo di intitolare un parco di Latina al fratello di Benito Mussolini anziché a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Oggi c’è stato un faccia a faccia tra Salvini e Durigon, in cui il segretario del Carroccio ha fatto presente al suo uomo più fidato di non poterlo difendere ad oltranza. Troppo gravi le sue frasi. Troppo forte il pressing degli altri partiti. Troppo deciso Draghi a dare seguito all’intenzione di estrometterlo dall’esecutivo.

Si trattava soltanto di scegliere come uscire di scena: con le dimissioni, dunque da solo, o con l’umiliazione della revoca delle deleghe da parte del premier. Durigon ha optato per la prima soluzione, la più dignitosa, scegliendo peraltro il giorno in cui tutto il mondo guarda all’Afghanistan per salutare. Magari nella speranza, condivisa da Salvini, che ci sia ben altro a cui pensare piuttosto che infierire sul leghista.

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