Il Panjshir sta cadendo: Ahmad Massoud circondato e sotto assedio

Il Panjshir, l’ultima regione libera dell’Afghanistan, sta cadendo. Sotto i colpi dei più numerosi e molto meglio equipaggiati Talebani, le forze di Ahmad Massoud stanno combattendo alla disperata, abbandonati al loro destino dall’Occidente, rincorrendo il ricordo di Ahmad Shah Massoud: il Leone che sconfisse prima i Sovietici e poi i Talebani.

Questa volta, però, la musica sembra essere cambiata. L’assedio alla valle del Panjshir da parte dei Talebani va avanti da giorni, ma ora la Resistenza è accerchiata, senza vie di rifornimento, senza altra speranza se non quella di riuscire a guadagnare tempo, quando l’inverno e la neve riusciranno là dove neanche l’eroismo dei mujaheddin può arrivare.

Le ultime notizie parlano di alti dirigenti della Resistenza morti per mano dei Talebani. L’uccisione che fa più rumore è quella di Fahim Dashti, giornalista, portavoce dell’Alleanza del Nord: vent’anni fa sopravvisse quasi per miracolo all’attentato che Talebani e Al Qaida ordirono per uccidere il Leone del Panjshir. Questa volta non ce l’ha fatta, ha trovato la morte vicino Bazarak. E questo non è un dettaglio: siamo nel cuore della Valle, i Talebani sono dentro.

Poche ore fa anche Ahmad Massoud è tornato a farsi sentire sui social. Ha diramato una nota in cui si dice pronto a sospendere i combattimenti in cambio della pace, di un dialogo, di un governo inclusivo. In controluce, si può leggere la difficoltà di chi vede diminuire giorno dopo giorno, ora dopo ora, scorte di viveri e munizioni.

Gli ultimi rumours – da confermare – vogliono il vicepresidente Saleh fuggito in Tagikistan, Ahmad Massoud rimasto nella Valle. Come aveva promesso.

Ma la guerra è una cosa sporca. E il coraggio, alle volte, non basta.

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