Follia no vax: l’indirizzo di Draghi e il “tritolo sul Parlamento”, cosa volevano fare

Attenzione a bollare come “semplici” esaltati gli 8 no vax della chat “I guerrieri“, finiti sotto indagine dopo che un’ottima attività investigativa della Digos e della Polizia Postale ha fatto emergere l’intenzione dei componenti il gruppo Telegram di progettare azioni con l’uso di armi ed esplosivi “fai da te” in occasione delle prossime manifestazioni ‘No green pass‘ organizzate in tutta Italia.

Si fa presto a parlare di persone con qualche rotella fuori posto – e questo è fuori discussione – ma occhio a minimizzare. Basta leggere il contenuto delle chat per rendersi conto che i componenti del gruppo volevano passare dalle parole ai fatti: “Radere al suolo il Parlamento con tutti loro dentro (ma nel vero senso della parola…). Basta un piccolo drone pilotato dai tetti di Roma…un 500 grammi di tritolo e lo lasci cadere durante la seduta…non resterà nessuna prova e farà il suo effetto“, scriveva uno di loro.

Un altro, invece, è arrivato a pubblicare l’indirizzo di Mario Draghi: “L’appartamento di Mario Draghi è situato al numero…quartiere…questa fonte non è sicura…“.

Soprattutto quest’ultimo messaggio denota un’attività di ricerca sul campo che è preoccupante per la sicurezza dei soggetti istituzionali coinvolti.

Sono messaggi gravi, indicativi del clima che si respira in queste settimane nei confronti di chi si è esposto a favore dei vaccini. I giornali, i politici e i programmi tv che lucrano sulla correlazione tra problemi di salute e vaccinazione sono tra i principali responsabili di questa atmosfera.

Servono responsabilità, serietà nel modo di comunicare e un pizzico di amor proprio: meglio qualche click e qualche like in meno di una strage in più. Perché gli squilibrati esistono sul serio, e così rischiamo grosso.

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