L’ira di Trump sul generale Milley: “Idiota, sia processato per tradimento”

Questo blog è stato buon profeta: dopo le rivelazioni di Bob Woodward e Robert Costa sulle azioni messe in atto dal generale Milley per evitare che un presidente instabile portasse gli Stati Uniti sull’orlo della Terza Guerra Mondiale, Donald Trump ha chiesto per lui un processo con l’accusa di tradimento.

L’ex presidente americano è andato all’attacco in una nota pubblicata sul suo sito: “Se la storia del generale “Idiota” Mark Milley, lo stesso leader fallito che ha architettato il peggior ritiro da un paese, l’Afghanistan, nella storia degli Stati Uniti, lasciandosi alle spalle molti soldati morti e feriti, molti cittadini americani, e 85 miliardi di dollari delle attrezzature militari più nuove e sofisticate del mondo, e la reputazione del nostro paese, è vera, allora presumo che sarà processato per TRADIMENTO in quanto avrebbe trattato con la sua controparte cinese alle spalle del presidente e dicendo alla Cina che avrebbe dato loro la notifica “di un attacco”. Non si può fare!“.

Trump ha però negato la veridicità della ricostruzione dei giornalisti americani:”La buona notizia è che la storia è una Fake News inventata da un generale debole e inefficace insieme a due autori a cui ho rifiutato di dare un’intervista perché scrivono fiction, non fatti. Azioni dovrebbero essere prese immediatamente contro Milley, e i migliori generali del nostro esercito, ne abbiamo molti, dovrebbero essere coinvolti in modo che un altro disastro in Afghanistan non accada mai più. Ricordate, sono stato io a far fuori il 100% del Califfato dell’ISIS. Milley diceva che non si poteva fare!

Trump ha poi chiosato: “Per la cronaca, non ho mai nemmeno pensato di attaccare la Cina, e la Cina lo sa. Le persone che hanno fabbricato la storia sono malate e dementi, e le persone che la pubblicano sono altrettanto cattive. Infatti, sono l’unico presidente da decenni che non ha portato gli Stati Uniti in una guerra – un fatto ben noto che viene raramente riportato“.

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