“Questa richiesta è inopportuna”: così Draghi ha gelato i sindacalisti populisti

Una frase sibillina: “Richiesta inopportuna“. A Mario Draghi non serve alzare la voce nelle trattative. Anche se dall’altra parte del tavolo ci sono persone che le trattative le conducono per professione come i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil. Questo significa non arretrare dinanzi ad espedienti che fanno parte del gioco. Ovvero un Landini che alza la voce provocando: “Perché non mettete l’obbligo vaccinale?“; un Bombardieri che “bombarda“: “I costi del tampone sono tutt’altro che calmierati: per venire qui ho speso 22 euro in farmacia!“; e un Colombini che azzarda: “I prezzi sono troppo alti, perché non sperimentiamo una gratuità finché dura l’emergenza, fino al 31 dicembre?“.

Dopo aver atteso e fatto sfogare i suoi interlocutori, Draghi chiarisce le parti in campo. Non siamo dinanzi ad una concertazione coi sindacati. Non c’è, insomma, la volontà di raccogliere prima il loro consenso per poi procedere all’estensione di quello che qualcuno ha già ribattezzato “super Green pass”, perché diventerà lo strumento necessario per accedere ad ogni posto di lavoro, pubblico o privato che sia.

Così Draghi chiarisce una volta per tutte: “La vostra proposta è inopportuna, non è questo il momento di sperimentare, ma di spingere la vaccinazione. Il Green Pass funziona, è monitorato, è una soluzione accomodante“. Fine dei giochi.

I sindacalisti populisti, quelli che in questi mesi hanno strizzato l’occhio alle peggiori pulsioni no vax, venendo meno al loro compito primario, mettere al primo posto la sicurezza dei lavoratori, sono costretti a prendere atto che su questo punto c’è poco da trattare. Devono farsi andar bene le parole che gli regala il ministro Giorgetti: “Stiamo lavorando per abbassare il costo“. E’ il massimo che riescono a strappare. E non possono non tornare in mente le parole pronunciate due giorni fa da Mario Draghi a Bologna, citando Beniamino Andreatta: “Le cose vanno fatte perché si devono fare, non per avere un risultato immediato, anche quando sono impopolari“. Ecco, appunto.

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10 commenti su ““Questa richiesta è inopportuna”: così Draghi ha gelato i sindacalisti populisti

  1. GRANDE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NEL RISPONDERE ALLE POVERE E MISERE PROPOSTE DEI SINDACALISTI DEI MIEI STIVALI !SONO QUELLI CHE VIVONO CON LE RISORSE DEGLI ASSOCIATI ,CHE IN EFFETTI NON TUTELANO NESSUNO TRANNE LORO ,CON STIPENDI DA FAVOLA. RIFORMARE LA RAPPRESENTANZA ASSIEME AL CNEL (CANCELLANDOLO DALLA FACCIA DELLA TERRA),E’ SOLO SPRECO E DOPPIONE DEL MINISTERO DEL LAVORO.

    1. Draghi è un autentico politico per eccellenza. Inoltre non ha l’esigenza di essere eletto alle prossime votazioni. Questo assieme alle sue grandi e collaudate capacità e intelligenza, fanno molta differenza con l’infima qualità dei quasi tutti parlamentari e senatori eletti.

  2. Landini prova a contrastare Draghi come La Camusso fece contro Renzi.
    Ma oggi la situazione è ben diversa.
    Nei due anni e mezzo di governo Conte 1 e Conte 2 non ha fiatato.
    Dove sono i giornalisti onesti?

  3. Sono completamente d’accordo nelle parole di DRAGHI che servono tutti gli strumenti per spingere verso i vaccini perchè allo stato attuale e l’unica soluzione per sconfiggere il Cov 19 menomale che DRAGHI CÈ

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