Draghi e il nuovo “Whatever it takes” sul Pil: obiettivo “nuovo miracolo economico”

Sebbene l’indole e l’esperienza gli consiglino prudenza, Mario Draghi in questo periodo è molto ottimista. Lo è nel senso migliore del termine, quello basato non sulle illusioni, ma sullo studio dei dati, sull’analisi del contesto.

Ciò che vede è un Paese che sta tornando a vivere: l’Italia è ai primi posti in Europa, anche davanti a Germania e Francia, per percentuale di persone completamente vaccinate.

L’economia italiana chiuderà il 2021 con un dato migliore delle più rosee aspettative: dal previsto +4,5% al +6 per cento.

E l’estensione del “super Green Pass” su tutti i luoghi di lavoro va letta non solo come una misura di natura sanitaria, ma anche come un investimento economico: si fa per evitare nuove chiusure. Il concetto di fatto è quello espresso prima delle vacanze estive: “Dobbiamo essere sicuri di aver fatto tutto per evitare che la pandemia si aggravi“. Vi ricorda qualcosa? La formula varia leggermente, ma gli echi sono gli stessi del celeberrimo “whatever it takes“, “tutto ciò che è necessario“.

La frase in questione, oltre a rappresentare un manifesto della forza di volontà, comunica anche la difficoltà della sfida. Draghi in questo senso è stato chiaro: le cifre della nostra economia “sono alte, ma è anche vero che siamo caduti in una maniera che non si vedeva da decenni, in Italia, nel 2020“. Per questo, ha spiegato il premier, ciò che vediamo “è in parte un grande rimbalzo” ma “la vera sfida sarà riuscire a mantenere il tasso di crescita considerevolmente più elevato di quanto fosse prima della pandemia, è lì che si vede la capacità dell’economia italiana di diventare strutturalmente più solida“. Parole, queste, datate 2 settembre, che già a meno di venti giorni di distanza appaiono connotate da un eccesso di prudenza, se è vero che l’obiettivo minimo del governo che nei prossimi giorni approverà la Nota di aggiornamento al Def (il Documento di economia e finanza) sarà fissato ad un +10% di crescita del Pil nel biennio 2021/2022.

Numeri da capogiro, che non si vedevano da decenni nel Belpaese. Precisamente dalla fine degli anni Sessanta, quelli del “boom economico“. Ecco, dovesse esprimere pubblicamente la propria ambizione, il presidente del Consiglio indicherebbe nella realizzazione di un “nuovo miracolo economico italiano” l’obiettivo da raggiungere. Non solo per ciò che questo significherebbe a livello di bilancio, ma soprattutto per il clima che si respirerebbe nel Paese dopo tante sofferenze. Per dirla alla Draghi: vorrebbe dire tornare ad assaporare “il gusto del futuro“. L’Italia deve crederci, deve cercare di farcela: “whatever it takes“, costi quel che costi.

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