Intervista a Rotondi (parte 1): “La sinistra accetterebbe Berlusconi capo dello Stato”

Quando si parla con l’onorevole Gianfranco Rotondi si deve mettere in conto di dover suddividere un’intervista in due parti. Altrimenti, a colloquio con uno dei più grandi conoscitori della politica italiana e delle sue dinamiche, il rischio è quello di non dare il giusto risalto ai concetti espressi: il più delle volte veri e propri indizi su ciò che si materializzerà da qui a qualche mese.

Contatto il vicepresidente dei deputati di Forza Italia dopo che una politica forse un po’ troppo distratta (per non parlare dei media) ha fatto passare sotto silenzio la lettera inviata da Silvio Berlusconi pochi giorni fa ad “Avvenire“.

D. Onorevole Rotondi, il Cavaliere scrive: “Sono del tutto d’accordo con il cardinale Parolin. Non si può strumentalizzare la fede cristiana piegandola a finalità politiche o di partito“. Non legge in questa battuta anche una stoccata a Salvini? D’altronde parliamo di un leader – il leghista – che è arrivato a brandire il rosario durante i suoi comizi. E che di recente ha pubblicizzato non poco l’incontro con il “ministro degli Esteri” vaticano Gallagher…

R. Silvio Berlusconi si pone in continuità con la Democrazia Cristiana anche nell’osservazione di un contegno laico nel rapporto con la fede. La Dc è stata il partito più laico della storia della Repubblica, proprio in quanto permeato da una ispirazione e identità cristiana. Mai è stata confusa la fede con l’esercizio di una responsabilità istituzionale.

D. Berlusconi scrive: “Un’immigrazione regolata da leggi a un tempo umane e rigorose è nell’interesse stesso delle società europee in crisi demografica. Del resto, il diritto delle persone a trasferirsi per cercare un futuro migliore è un principio liberale che nella storia è stato motore di crescita economica e di arricchimento scientifico e culturale“.

Perfetto direi. Ma valutazioni personali a parte, dal punto di vista politico anche in questo caso leggo un messaggio a Salvini e Meloni: “Forza Italia è altra cosa”. E’ d’accordo con questa interpretazione?

R. Ma Fi è altra cosa rispetto alla Lega, non esiste alcun dubbio in proposito. Berlusconi nel 1994 ha riunito le culture popolari e riformiste in un nuovo contenitore sostitutivo delle disciolte organizzazioni politiche del pentapartito. Quella è la radice culturale prima che politica di Forza Italia.

D. Dobbiamo registrare anche il rallentamento del progetto federazione/partito unico con la Lega. Cos’è cambiato? Chi o cosa ha convinto Berlusconi a mettere in freezer l’intesa col Carroccio?

R. La federazione in politica non esiste: o ci si unisce in un solo partito, o non esistono fidanzamenti federativi. Berlusconi ha proposto un partito unico del centrodestra, mi pare però che neppure questa proposta abbia entusiasmato.

D. Qualche malizioso, e io devo esserlo per mestiere, potrebbe leggere nel passaggio dedicato all’immigrazione la volontà di Berlusconi di strizzare l’occhio alla sinistra in vista della partita per il Quirinale. Lei da tempo sostiene che il Cavaliere è considerato alla stregua di una rockstar anche tra i suoi avversari: conferma che un Berlusconi in lizza per il Colle prenderebbe voti anche dal PD – e magari dai 5 Stelle – o la sua è una provocazione?

R. Difficilmente la sinistra potrebbe votare Berlusconi al Quirinale, ma sono sicuro che rispetterebbe senza fatica una eventuale elezione a maggioranza di Silvio Berlusconi…

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