La storia di droga di Luca Morisi, l’uomo che ha inventato il “Capitano”

Per spiegare il suo addio alla Lega, Luca Morisi aveva addotto “questioni familiari“, la necessità di “staccare un po’“. Da mago della comunicazione qual è, l’ideatore della “Bestia“, la macchina da like che ha consentito a Matteo Salvini di generare followers e voti, era riuscito a spostare l’attenzione dai suoi problemi a quelli del Carroccio.

C’era stato chi aveva letto nel tempismo dell’uscita di Morisi il sintomo di un malcontento diffuso, la sofferenza di un partito costretto a stare al governo in assenza di alternative, ma non a suo agio con le politiche “moderate” messe in atto dall’esecutivo Draghi. Invece per una volta la politica non c’entra. O meglio, c’entra, ma unicamente per la parte che ha portato Morisi a lasciare il timone della comunicazione social di Matteo Salvini: una chiara “questione di opportunità”.

Era solo questione di tempo prima che la notizia dell’inchiesta avviata nei suoi confronti venisse a galla. E dunque eccoci: Morisi è indagato dalla procura di Verona per cessione e detenzione di stupefacenti. In poche parole: sarebbe uno spacciatore. Tre ragazzi, pescati con droga in auto durante una perquisizione, lo hanno indicato come tale. Forse, è l’ipotesi, sono stati fermati proprio perché gli inquirenti da tempo monitoravano Morisi: volevano avere una conferma dei loro sospetti. L’indicazione dei tre giovani ha portato i carabinieri a perquisire la casa dello spin doctor di Salvini: anche lì c’era della droga. Sipario.

Sui problemi familiari ritengo corretto non entrare nel merito“, aveva commentato Salvini alla notizia delle sue dimissioni. Adesso non potrà pensare di mantenere la stessa discrezione. E’ scontato che gli verrà chiesto se Morisi lo avesse informato di questa brutta vicenda, se fosse a conoscenza da più tempo di questa difficoltà. D’altronde non si parla di una figura marginale, Morisi non è solo il capo del “likeficio” leghista, ma è l’uomo che ha costruito l’immagine del leader: dalle foto del leader col mitra al concorso “vinci Salvini”, fino all’invenzione del soprannome di “Capitano” che tuttora appartiene al leghista.

La storia è evidentemente delicata: c’è solo da sperare per Morisi che i social siano meno “bestiali” di quanto lo sia stata la sua Bestia in tante occasioni.

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