Chi è Fumio Kishida, nuovo premier del Giappone

Sbaragliata la concorrenza interna al Partito Liberal Democratico: è Fumio Kishida, 64 anni, ex ministro degli Esteri sotto Shinzo Abe, il nuovo leader del partito di maggioranza al governo in Giappone. Ovvero l’uomo che si accinge a diventare premier, sostituendo il dimissionario Yoshihide Suga, almeno fino a novembre, quando si terranno le nuove elezioni.

E dopo? Prudenza e dovere di cronaca prescrivono l’importanza di descrivere tutti i passaggi con ordine, ma è pressoché scontato che le prossime consultazioni confermeranno l’esito di queste “primarie” liberaldemocratiche. Di fatto, Kishida resterà primo ministro anche oltre.

Kishida si è guadagnato la leadership al ballottaggio, sconfiggendo con 257 voti contro 170 il favorito della vigilia Taro Kono, responsabile della campagna vaccinale in Giappone. Per lui è una rivincita: nel 2020 aveva tentato l’assalto al vertice del partito per il dopo-Abe, venendo sconfitto da Suga. “Non sono stato abbastanza bravo, stavolta è diverso”, aveva avvisato Kishida, accusato dai rivali di essere poco popolare e carismatico. Di certo è un uomo caparbio, un leader che impara le lezioni.

L’ascesa di Kishida è in linea con i movimenti in atto in quella regione di mondo: Kishida è infatti un granitico sostenitore dell’alleanza tra USA (da bambino ha anche vissuto per un certo periodo a New York) e Giappone, è l’uomo che più di ogni altro si spese per favorire la storica visita di Barack Obama a Hiroshima nel 2016. Soprattutto: è convinto della necessità di opporsi alla crescente assertività della Cina nell’Indo-Pacifico. Gli americani saluteranno favorevolmente la sua elezione: Kishida è l’uomo giusto per proseguire nella politica di contenimento della Cina. Il Giappone, con lui al comando, sfoggerà i muscoli.

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