Per chi voterei alle elezioni di Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna

PREMESSA

Chi fa il mio mestiere dev’essere imparziale? Questa domanda ha una risposta a mio avviso complessa. Però vado al sodo: la mia preoccupazione principale, quando scrivo un articolo, non è tanto essere “imparziale” quanto essere “obiettivo”, riportare o commentare una notizia nella maniera più intellettualmente onesta possibile.

Per essere ancora più chiari: non sono un robot.

Ho le mie idee, le mie convinzioni, come tutti, e se cessassi di esprimerle non terrei un blog, sarei l’Ansa.

Altra domanda: è inopportuno per il titolare di un blog politico esprimere le proprie intenzioni di voto alla vigilia di un appuntamento elettorale? Negli USA è diffusa la pratica che vede i giornali fare i propri endorsement alla vigilia delle elezioni presidenziali. E non per questo testate come il Washington Post o il New York Times perdono in credibilità.

Qui siamo in Italia, con un sistema completamente diverso, perciò ritengo che l’unica cosa sbagliata da fare sia dire: “Io voto per quel partito“. Penso sia giusto schierarsi in presenza di un referendum, e volendo anche in un ballottaggio. L’unico “veto” che riconosco come tale riguarda la dichiarazione di voto per il partito singolo alle Elezioni Politiche.

Tutta questa premessa per dire cosa? Che stasera possiamo un po’ divertirci, in vista delle amministrative. Vi dico per quale candidato sindaco voterei nelle grandi città al voto domenica e lunedì. Perché lo faccio? Perché non vivo in nessuna di questi centri. E perché, come si suol dire, nelle elezioni comunali “conta la persona“, ben più del partito.

CHI VOTEREI A ROMA? CARLO CALENDA

Calenda: "Farei lo stadio della Roma a Pietralata. Parlerò col club una  volta eletto"

Partiamo dalla Capitale, ma anche dalla scelta per me più semplice. Non ho nessun imbarazzo nel dire che se fossi un cittadino romano voterei per Carlo Calenda. Ha condotto una campagna elettorale coraggiosa, sui temi, allestendo un programma inattaccabile su tutti i dossier prima di tutti gli altri candidati. E’ arrivato il momento che si misuri con una sfida ardua come quella capitolina, per dimostrare se può ambire ad incarichi anche più prestigioso. E a proposito: non ha rivali. Virginia Raggi? Non serve che sia io a certificare il suo fallimento. Enrico Michetti è un candidato impresentabile, ha trascorso la campagna elettorale a fuggire dai dibattiti e a dispensare perle di storia romana (niente di male eh, ma se ti candidi a governare Roma alla storia devi associare la tua idea di futuro). Mentre Roberto Gualtieri non credo abbia il profilo giusto per fare il sindaco della Capitale in questa fase. Ha un curriculum di tutto rispetto, intendiamoci, ma credo sarebbe strattonato da una parte all’altra. A maggior ragione se, come sembra sempre più probabile, per essere eletto avrà bisogno di promettere posti in giunta al Movimento 5 Stelle.

CHI VOTEREI A MILANO? BEPPE SALA

Giuseppe Sala - Pagina 2 di 5 - Open

Anche in questo caso: pochi dubbi. Credo non ne avranno molti neanche i milanesi. Beppe Sala ha governato bene: penso avrebbe potuto farlo addirittura meglio e lui stesso ne è consapevole se ha detto di volersi ricandidare ma “in discontinuità con me stesso“. A Sala va riconosciuto di aver reso Milano sempre di più una città europea e mondiale. Era quello che ci si attendeva da lui. Ora, però, dopo l’esperienza traumatica del Covid, “Milano si ferma” per ripensarsi. Come? Con la sensibilità ambientalista di cui Sala è dotato e che nel futuro prossimo sarà “il” tema per antonomasia. Ma non solo. Ad esempio con la lotta alle disuguaglianze che la pandemia ha fatto crescere anche a Milano. Con le Olimpiadi Milano-Cortina sullo sfondo a fare da volano per una città che è destinata alla grandezza. Non ha un gran carattere, Beppe Sala. Ma ha visione. Dall’altra parte c’è Luca Bernardo, il medico che facendosi tentare dalla politica ha commesso l’errore più grande della sua vita. Penso lo sappia anche lui. Se si fosse candidato Albertini? Questa è un’altra storia…

CHI VOTEREI A NAPOLI? ANTONIO BASSOLINO

Chi è Antonio Bassolino? - Open

Per qualcuno è la “vecchia volpe”, per altri il “vecchio leone”. I più cattivi chiudono la partita: è “vecchio e basta”. Sarà, ma ad Antonio Bassolino va riconosciuto il coraggio del pugile che torna sul ring dopo una lunga assenza, pronto a darle come a prenderle mettendo in gioco tutto, anche la propria storia. E’ stato il sindaco del Rinascimento di Napoli, il primo cittadino del G7: sogna di essere quello del Recovery. Al 99% non ce la farà, mancando anche l’appuntamento con il ballottaggio, ma con 19 processi e 19 assoluzioni sulle spalle può girare per le vie di Napoli a testa alta: ha governato in maniera onesta e lo ha fatto bene. Non tutti possono dire lo stesso. Non Luigi De Magistris, aspirante Masaniello – nel senso di rivoluzionario – fuggito in Calabria dopo 10 anni di promesse tradite. La sua eredità è stata raccolta da Alessandra Clemente: una candidatura dimenticabile, se non fosse per questa canzone autoprodotta che vorrei non avere mai ascoltato. Gaetano Manfredi? Un uomo di cultura, una brava persona, ma manca del polso, dell’esperienza e dell’autonomia politica per governare una città come Napoli. Forse non è un caso che si sia sottratto a tutti i dibattiti elettorali. Certo, storicamente chi è in vantaggio nei sondaggi ha solo da perdere dai confronti, ma c’è dell’altro. Manfredi finirà per vincere, ma sarà stritolato da un’alleanza troppo larga, dalle sue visioni inconciliabili: forse è il primo a saperlo. Infine Catello Maresca: eleggere l’uomo che ha fatto arrestare Michele Zagaria sindaco di Napoli sarebbe stato un segnale fortissimo e bellissimo. Ma se vuoi essere il simbolo della legalità, della rinascita, devi agire di conseguenza: ha scelto gli alleati sbagliati, ha dimostrato giorno dopo giorno di non essere in grado di governare la propria coalizione, figurarsi Napoli.

CHI VOTEREI A TORINO? NON VOTEREI

Elezioni Torino, Damilano fa sognare il centrodestra. Ma la partita è  aperta anche per Pd e M5s - Open

Ammetto la mia ignoranza: conosco troppo poco Stefano Lo Russo e Paolo Damilano per esprimere un giudizio. So per certo che non voterei Valentina Sganga del MoVimento 5 Stelle. Basta e avanza una legislatura di Chiara Appendino: Torino merita di meglio.

CHI VOTEREI A BOLOGNA? NON VOTEREI

Comunali Bologna, il faccia a faccia di Repubblica tra Lepore e Battistini  - la Repubblica

In questo caso la motivazione è diversa dall’astensione di Torino: ho un’idea molto chiara della proposta espressa a Bologna da Matteo Lepore e da Fabio Battistini. Nessuna delle due mi convince. Però dico una cosa: mi sarebbe piaciuto un centrosinistra guidato da Isabella Conti e un centrodestra guidato da Andrea Cangini. Penso che Bologna avrebbe beneficiato di questa sfida.

Io i miei piccoli endorsement li ho fatti. Aspetto i vostri nei commenti…

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