In Palio c’è Letta: l’ansia per l’affluenza, “saranno solo i nostri”

Enrico Letta si gioca tutto a Siena, la città del Palio (a proposito, quanto ci manca). Ma con un gioco di parole potremmo dire che in Palio, in queste elezioni suppletive, c’è lui, la sua leadership nel Partito Democratico, il suo futuro in politica. Lo ha ammesso ormai diverse settimane fa il diretto interessato, ma non è che ci volesse la sua certificazione per comprendere che se il capo del maggior partito della sinistra italiana non riesce a farsi eleggere in un collegio in Toscana la sua carriera è finita.

L’attesa dei risultati, fra i dem vicini al segretario, è spasmodica, cadenzata da un’analisi ossessiva degli unici dati per ora disponibili, quelli relativi all’affluenza, e che in queste ore stanno tenendo sulle spine i Lettiani. Alle 23 di ieri, nel collegio in questione, aveva votato il 25,6% degli aventi diritto. Un numero di molto inferiore al 33,5% dell’altra elezione suppletiva, quella per il collegio di Roma-Primavalle.

Cosa sta succedendo in Toscana? Perché i numeri sono così bassi?

Gli esperti dei numeri consultati dal Nazareno in queste ore chiamano in causa lo storico delle suppletive e rassicurano: “Non sono elezioni che scaldano l’elettorato, è tutto nella norma“. E poi, aggiungono, Roma ha numeri più alti perché trainata dall’effetto Comunali, di cui il collegio senese non può invece beneficiare.

Eppure che a poche ore dalla chiusura dei seggi abbia votato solo un quarto degli aventi diritto è un fatto prima politico che numerico. Non c’è stata, ad ora, quella mobilitazione che ci si sarebbe potuti attendere per una partita da dentro o fuori per Enrico Letta.

Gli ottimisti all’interno del Pd si affidano al vecchio adagio per cui una bassa affluenza è sempre una buona notizia, poiché gli elettori di sinistra vanno a votare sempre e comunque, ben più costanti degli omologhi di destra. Per cui, guardando quel 25% di affluenza sulle tabelle, tra i Lettiani ci si fa coraggio: “Saranno solo i nostri: non c’è altra spiegazione“. O meglio: un’altra c’è, ed è quella che parla di un’elezione disertata dai tanti delusi per la vicenda Mps, messa in discussione dal fatto che con numeri così bassi non c’è bacino elettorale che tenga, tutto è riaperto, in bilico. Nessuno però vuole pronunciarla ad alta voce, questa tesi. Questione di scaramanzia, e forse di buon senso: una sconfitta di Letta non era nelle cose secondo tutti i dati in possesso dal partito. “No, no, sono tutti nostri voti“, è la conclusione.

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