Conte, “punto di riferimento dei progressisti”, sta coi sovranisti sui tamponi gratis

Analizzare la pandemia attraverso lenti ideologiche è stato un errore fatale, costato in giro per il mondo milioni di vite. Basta guardare a ciò che è accaduto e ancora sta accadendo in America, dove gli Stati repubblicani sono più indietro nella vaccinazione e meno efficaci nel prevenire l’incidenza della mortalità.

Colpa delle pulsioni antiscientifiche alimentate per lungo tempo da Donald Trump, a partire dall’ambiguità sull’uso della mascherina, in quello che è apparso fin da subito un regalo ai Democratici: demandare a Biden e alleati il ruolo di rappresentanti della scienza.

Quanto abbiamo visto su scala inferiore anche in Italia, con i sovranisti di casa nostra, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, impegnati per più di un anno ad interpretare la parte dei liberali – parola di cui non conoscono il significato – a difesa dei diritti individuali e contro quelli della collettività che sono chiamati a rappresentare. Schierandosi prima contro i lockdown, poi restando nella terra di mezzo sui vaccini, infine offrendo copertura politica ai No Green Pass. Una condotta scellerata, adesso adottata paradossalmente da colui che a lungo è stato il destinatario delle maggiori critiche da parte dei sovranisti di cui sopra: Giuseppe Conte.

Ricordate l’accusa rivolta in diretta tv dall’ex premier a Salvini e Meloni? “Questo governo non lavora con il favore delle tenebre“, scandì un Conte visibilmente alterato. A più di un anno di distanza il mondo si è capovolto. L’ex premier per mesi è rimasto in silenzio sull’efficacia dei vaccini; il suo partito fino a poche settimane fa ha chiesto che dall’uso del Green Pass fossero esentati bar e ristoranti e adesso, stanato da Beppe Grillo, che chiede tamponi gratuiti per tutti i lavoratori – pagati cioè dallo Stato, da noi, così come proposto dagli stessi Meloni e Salvini – Giuseppe Conte rivendica di aver “come M5S invocato e proposto il tampone gratis”. Di fatto il modo migliore per vanificare l’utilità del certificato verde. Per tornare a nuove chiusure.

Questa è la posizione del cosiddetto “punto fortissimo di riferimento di tutte le forze progressiste“: accanto ai sovranisti. Sarebbe bello ottenere una risposta a questi tre quesiti:

  1. Cosa ne pensa il centrosinistra che considera il M5s parte integrante della coalizione?
  2. Cosa ne pensa il Pd che ha sacrificato un segretario sull’altare della linea “o Conte o morte”?
  3. Cosa ne pensa Enrico Letta, che ancora un paio di giorni fa ha definito Conte “un alleato imprescindibile“?

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