L’ultimo schiaffo a Giulio Regeni: cancellato il processo, “non c’è prova che gli imputati ne siano a conoscenza”

L’ultimo schiaffo a Giulio Regeni. Prima il corpo martoriato, ora la sua memoria. Il processo per l’omicidio e il sequestro del ricercatore italiano, ucciso nel gennaio 2016 in Egitto, è stato cancellato.

Dopo 7 ore di camera di consiglio, i giudici della III corte d’Assise di Roma hanno infatti deciso che il dibattimento non può avere inizio perché non esiste la prova che i 4 imputati siano a conoscenza dell’esistenza del processo a loro carico.

Gli atti dell’inchiesta tornano dunque al giudice per l’udienza preliminare, che dovrà nuovamente tentare di notificare agli imputati il procedimento a loro carico. Poi dovrà rinviarli nuovamente a giudizio. Accolte dunque le eccezioni sollevate in mattinata durante l’udienza dai difensori d’ufficio degli 007 egiziani, secondo cui il processo in assenza non poteva essere celebrato perché non vi era prova che gli imputati si fossero sottratti volontariamente

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