Rissa sul capogruppo, caos Forza Italia: Gelmini, “Berlusconismo? Non mi riconosco più…”

Il ritorno a Roma di Silvio Berlusconi è coinciso con lo scoppio del caos dentro Forza Italia. A fare da detonatore la sostituzione di Roberto Occhiuto, neo-presidente della Regione Calabria, come capogruppo alla Camera. La partita, per la cronaca, si è conclusa con l’incoronazione di Paolo Barelli, presidente di Federnuoto, caldeggiata dal coordinatore nazionale Antonio Tajani. Ma è ciò che l’ha preceduta, la vera notizia sul fronte forzista.

Su spinta dei tre ministri azzurri, i “filodraghiani” Brunetta, Carfagna e Gelmini, 26 deputati di Forza Italia hanno tirato fuori un cavillo del regolamento interno per proporre che alla nomina del successore di Occhiuto si arrivasse tramite votazione. Una vera e propria sfida alla “linea Tajani”, alla cui testa era stato posto Sestino Giacomoni, azzurro di lungo corso, proposto come alternativa a Barelli. Una votazione, però, che avrebbe avuto il merito di rendere plastica la divisione interna a Forza Italia. Così Berlusconi ha deciso di intervenire personalmente, con una lettera, cercando come sempre di fare sintesi: Barelli capogruppo e Giacomoni vice, la sua proposta. Respinta al mittente, a riprova che mala tempora currunt, con Giacomoni a quel punto deciso a ritirarsi e a chiarire: “Non cerco il posto di vicario“.

Una brutta grana per Berlusconi, costretto non solo a gestire una rissosistà interna dai toni aspri, ma persino la rabbia di una fedelissima come Mariastella Gelmini: “Sono tra le persone, insieme a Brunetta e Mara Carfagna, che hanno sottoscritto quella lettera“, ha spiegato in assemblea la ministra agli Affari regionali. “Sarebbe ipocrita non intervenire oggi – ha proseguito – Io non credo di dover fare attestato di lealtà a Berlusconi, sono qui da tanti anni e mi sento di essere profondamente berlusconiana, ma l’ultima stagione del berlusconismo non mi rappresenta e non rappresenta neanche Berlusconi“.

2 commenti su “Rissa sul capogruppo, caos Forza Italia: Gelmini, “Berlusconismo? Non mi riconosco più…”

  1. Abbiate pazienza cari amici di Silvio di Arcore, tosto o tardi alla fine del Berlusconismo si arriverà. Vi ringraziamo in anticipo del vostro dolce disfattismo.
    Giorgio de Castelfranchi.

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