Intervista ad Elio Vito: “Né coi sovranisti né coi centristi: ecco la Forza Italia che vorrei”

Pochi parlamentari sono interessanti da intervistare come Elio Vito (Forza Italia). Il punto è che nessuno può accusare l’ex ministro di non essere berlusconiano. Anzi, il diretto interessato si descrive anche più berlusconiano dell’originale. Ma è il suo essere perennemente fuori dagli schemi, così “radicale”, per richiamare le origini della sua militanza nel partito che fu di Pannella, a fare di Elio Vito un esemplare di forzista sui generis. Così, mentre impazza lo scontro tra falchi e colombe, tra chi vuole morire sovranista e chi sogna il grande centro, lui si trova senza fazione, senza una collocazione certa. Elio Vito fa squadra a sé.

D. Onorevole Vito, le sue posizioni all’interno di Forza Italia rappresentano un unicum. Lei è fra quanti credono che il futuro del partito non possa essere al traino dei sovranisti, ma a differenza di molti suoi colleghi non ritiene che la strada da seguire sia quella di creare un riferimento di centro, ad esempio con Renzi e Calenda. Quale dovrebbe essere allora l’orizzonte di Forza Italia?

V. Non credo al centro in politica, sono e resto bipolarista, destra e sinistra, con le alleanze che si fanno prima delle elezioni. Forza Italia può rappresentare il perno introrno al quale aggregare una destra liberale, conservatrice, non reazionaria, europeista, antifascista, riformatrice, garantista, attenta ai diritti civili e sociali, come esiste nel resto dei Paesi dell’Europa occidentale e negli USA. Credo sarebbe maggioritaria nel Paese.

D. Esiste lo spazio elettorale per un partito con la storia di Forza Italia, dunque un tempo egemone del centrodestra ma ora non più, il cui disegno sia quello di rompere i ponti con i sovranisti senza però occupare il centro?

V. In politica, come nella vita, lo spazio esiste sempre, è in continua espansione, e se non ci fosse, basta volerlo creare o saperlo cercare.

D. Sostegno al ddl Zan e ai referendum per la cannabis e per l’eutanasia legale, per citare gli esempi più lampanti. Pochi giorni fa invece un vertice, con tanto di prova fotografica pubblicata su Twitter, con Nicola Fratoianni. Il tutto condito dalla presenza nella piazza antifascista solidale con la CGIL sabato scorso: cosa risponde Elio Vito a quelli che lo accusano di avere sbagliato partito?

V. Dimentica molte altre cose. Su quelle che ha citato, credo stia sbagliando il partito. Come può FI non condividere una legge che contrasta l’omofobia, anche dopo le parole di Ursula von der Leyen (Ppe)? E se vogliamo davvero maggiore sicurezza nelle città, combattere lo spaccio e la criminalità, consentire la coltivazione della cannabis a casa per uso personale è la strada migliore. Poi, perchè non andare in piazza a manifestare contro l’antifascismo, che è un valore condiviso, fondante la nostra Repubblica? Abbiamo lasciato l’antifascismo alla sinistra, un errore che la DC non ha mai commesso…Infine, è la prima regola della democrazia: dialogare con tutti. L’incontro con Fratoianni è stato utile e costruttivo.

D. Nelle ultime ore all’interno di Forza Italia si sono registrate tensioni tra i ministri del governo Draghi e i vertici di partito. Ma è vero che comunicare con Berlusconi è diventato così difficile?

V. Non lo so, non mi interessa. Quando ho voluto parlare con Berlusconi ci ho sempre parlato, quando non ho voluto parlarci non ci ho parlato. Queste situazioni si sono sempre registrate, anche in passato, con altri cerchi e quadrati magici, ma alla fine è Berlusconi che giustamente decide lui anche con chi parlare.

D. La mia impressione è che Berlusconi non apprezzi le polemiche interne perché totalmente impegnato nel creare le condizioni per giocarsi la partita del Quirinale. Sbaglio se dico che da febbraio in avanti anche il Cavaliere potrebbe essere meno attento alle sirene sovraniste?

V. Berlusconi ha ragione a non apprezzare le polemiche interne, soprattutto se motivate da piccole questioni personali e di potere. Guardi, credo che in realtà siano i due partiti sovranisti ad essere comprensibilmente incantati ed attratti dal canto delle sirena berlusconiana.

D. Lei ha detto: “Le possibilità di Berlusconi al Colle? In una scala da 1 a 10 secondo me ha 8…“. La sua è una provocazione o una previsione?

V. Una previsione.

Staremo a vedere, grazie onorevole Vito. Alla prossima!

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