Un signore di nome Mattarella: cosa disse a Di Maio dopo la richiesta di impeachment

Sono i giorni infuocati successivi alle Politiche del 2018. Movimento 5 Stelle e Lega sono i chiari vincitori delle elezioni e hanno deciso di formare il governo gialloverde. L’ultimo ostacolo, però, è rappresentato dall’indicazione di Paolo Savona a ministro dell’Economia. Ad inquietare il Quirinale è l’impatto che la nomina di un professore che nel suo ultimo libro ha affermato la necessità di “un piano B” rispetto all’Euro potrebbe avere sull’immagine dell’Italia a livello internazionale. Si teme la reazione dei mercati. E in discussione c’è la collocazione europeista del Paese. Per questo arriva il veto di Sergio Mattarella. Un “no”, quello del presidente, che investe non il governo M5s-Lega – come i sovanisti e populisti tendono a far credere – ma unicamente i “ministri anti-euro“.

La reazione di Luigi Di Maio è scomposta. L’allora capo politico del Movimento 5 Stelle in una drammatica telefonata in diretta a Che tempo che fa annuncia l’intenzione di chiedere l’«impeachment» nei confronti del presidente della Repubblica. Il grillino dimostra di avere studiato la pratica, facendo riferimento all’articolo 90 della Costituzione secondo cui “il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri“. Poi rincara la dose: “Io chiedo di parlamentarizzare questa crisi istituzionale, utilizzando l’articolo 90 della Costituzione, per la messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica“. Il tutto, è chiaro, per evitare una ribellione nel Paese: “Bisogna parlamentarizzare tutto anche per evitare reazioni della popolazione“, dice.

Nel suo nuovo libro, intitolato “Un amore chiamato politica“, Di Maio definisce quella mossa “la più grande stupidaggine” della sua vita. Ma c’è anche dell’altro, ovvero la risposta che Sergio Mattarella riserva al giovane leader M5s dopo quell’attacco.

Per me negli ultimi due giorni non è successo niente“, dice il capo dello Stato al suo interlocutore. Avrebbe potuto essere gelido, ostacolare la nascita del governo gialloverde, favorire un altro schema politico, ma non lo fa. Mattarella fornisce l’ennesima prova della sua statura, si dimostra un gigante politico, ma non solo. Sergio Mattarella è una persona enorme, un signore, un uomo d’altri tempi.

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3 commenti su “Un signore di nome Mattarella: cosa disse a Di Maio dopo la richiesta di impeachment

  1. Articolo di estrema chiarezza! Chi scrive è il segretario della Serzione “Ezio Vedovelli” Valtellina Valchiavenna del Movimento Federalista Europeo. Qiuesta Sezione MFE insieme a quella di Lecco furono tra le prime ad inviare telegrammi di solidarietà con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, così come hanno fatto moltissime Sezioni MFE e GFE di tutte le parti d’Italia. Il Presidente ci ha ripagati VENENDO IL 29 AGOSTO SCORSO SULL’ISOLA DI VENTOTENE per rispondere alle domande dei giovani lì convenuti per il 40° Seminario su Federalismo Europeo e Mondiale promosso dal Centro di Studi Federalisti “Altiero Spinelli” in coincidenza con l’80° anniversario del “Ma nifesto per un’Europa libera e unita”, opera di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, confinati politici su quell’isola.

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