“Con Forza Italia strada comune. Quirinale? Renzi darà le carte”. Parla Rosato

Dallo Zan al futuro di Italia Viva, passando per il riconoscimento di una diversità di spessore tra Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, fino ad arrivare ad una previsione sulla partita del Quirinale. È un Ettore Rosato in grande forma quello con cui ho il piacere di parlare questa mattina.

La conversazione con il vicepresidente della Camera non può non partire dalla discussione riguardante il ddl contro l’omotransofobia, giunto ormai ad un crocevia decisivo.

D. Enrico Letta ha detto: “Apriamo a modifiche, ma non sostanziali“. Da Pd e M5s però si levano voci che assicurano: “Su identità di genere ed educazione nelle scuole non si tratta“. E allora mi chiedo: dove sta la novità?

R. Intanto il Pd per mesi ha detto che il ddl Zan era immodificabile. Oggi ha preso atto che nonostante il nostro sostegno quel disegno di legge non sarebbe mai arrivato fino in fondo. Se c’è volontà di arrivare ad una composizione lo si vedrà ai tavoli di discussione. Per noi è una legge da fare, senza usarla come bandiera ma pensando alle tante vittime di violenza che hanno bisogno di una maggior tutela.

D. Giuseppe Conte, commentando il risultato di Italia Viva delle amministrative, ha dichiarato: “Non ha neppure avuto il coraggio di presentarsi col suo simbolo, accontentandosi delle percentuali dei sondaggi che stabilmente la accreditano un punto sopra lo zero“. Ecco, non pensa che queste frecciate velenose siano la conferma di quanto più volte denunciato da Renzi? Ovvero: Conte non fa politica, segue i sondaggi

R. Ma si è fatto mandare a casa proprio da noi che siamo così irrilevanti? Si è fatto qualche domanda? Noi invece siamo soddisfatti dell’esito delle amministrative. Salutiamo con piacere le nostre rappresentanze in giunte, in tante città dove il Movimento 5 Stelle nemmeno è entrato in consiglio. Penso a Milano. E penso a Roma, dove mai un sindaco uscente, in questo caso Virginia Raggi, era arrivato quarto al primo turno nella storia della legge elettorale per le amministrative. Io al posto di Conte farei un testamento politico piuttosto che occuparmi di Italia Viva.

D. “Il Conte II è caduto per un’escalation ben orchestrata da Renzi, ma non ho mai compreso perché per qualcuno fosse più sano governare con i cosiddetti responsabili (…) piuttosto che consolidare la maggioranza, che avrebbe invece permesso al M5s di continuare a esercitare una leadership nell’esecutivo. E a Conte di restare a Palazzo Chigi“. L’Ansa ha riassunto un estratto del nuovo libro del ministro M5s con ‘Di Maio contro Renzi’: ma a me sembra sia Di Maio contro Conte. Gli sta dicendo che ha sbagliato completamente strategia…

R. Luigi Di Maio racconta una semplice verità: Conte era sul mercato per cercare i voti al Senato piuttosto che impegnato a trovare una soluzione politica per il Paese. Ma è andata bene così, per noi e per l’Italia. Poi che Luigi Di Maio, pur venendo da una storia molto più semplice, abbia una caratura politica di spessore completamente diverso da Giuseppe Conte è una valutazione personale che mi è chiara da tempo.

D. Rispetto al dissenso manifestato dai ministri di Forza Italia, che chiedono a Berlusconi di smarcarsi dai sovranisti, qual è la posizione di Italia Viva?

R. Noi guardiamo con interesse al dibattito che il ministro Gelmini ha intelligentemente attivato. Sono certo che con Forza Italia ci sarà una strada comune da percorrere.

D. Un’ultima domanda. Dall’elezione di Mattarella nel 2015, passando per il secondo governo Conte, fino ad arrivare a Draghi. Renzi è stato il kingmaker dei passaggi politici più importanti degli ultimi anni: si ripeterà di nuovo nella partita del Quirinale?

R. (Sorride, ndr). Vedrete che, magari restando dietro le quinte, ma le carte le darà lui.

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3 commenti su ““Con Forza Italia strada comune. Quirinale? Renzi darà le carte”. Parla Rosato

  1. Mi rimetto nella scaltrezza politica e saggia lungimiranza del Senatore Matteo Renzi per la scelta del candidato al Quirinale per il futuro settennato.

  2. Da Renzi l’ unica garanzia, che Berlusconi non sarà il prossimo presidente della Repubblica. Da Letta, Conte, Bersani, nessuna garanzia! Dipendono dalla convenienza del momento.

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