“Cordone sanitario”: il piano di Letta per tagliare fuori Renzi e il ruolo di Calenda

Quando ha deciso di partecipare al “filo diretto” con la base dem sulla radio ufficiale del partito, Enrico Letta sapeva bene che prima o poi la domanda sul ruolo di Italia Viva nell’affossamento del ddl Zan sarebbe arrivata. Allo scopo aveva immaginato di fornire una risposta che risultasse dura senza compromettere definitivamente il rapporto con Matteo Renzi. E non tanto perché animato da amorosi sentimenti nei confronti del senatore di Rignano, quanto perché consapevole che da qui a pochi mesi avrà luogo la partita regina della politica italiana: quella per eleggere l’inquilino del Quirinale.

Ciò che non aveva messo in conto, però, è la veemenza con cui gli elettori Pd hanno subissato i centralini e affollato la casella di posta elettronica della radio, chiedendo tutti una cosa sola: tagliare ogni residuo ponte con l’ex segretario. Così la prima mezz’ora dell’intervento se n’è andata spiegando la tattica del Pd, attribuendo come sempre a Italia Viva la responsabilità di aver costruito “una trappola“, di aver fatto “giochi politici” e aver addirittura “qualcosa da nascondere“. Incalzato dal conduttore, Letta è stato infine travolto dalla sua stessa mareggiata, dicendo cioè che quanto accaduto sul ddl Zan rappresenta una “rottura di fiducia” con chi si è macchiato, a suo dire, di tradimento. E poco importa che nessuno in Parlamento possa mettere la mano sul fuoco che i franchi tiratori siano stati tutti scientificamente renziani. Anzi, costretti a scommettere, oggi i conoscitori dell’Aula propendono per un tradimento diffuso delle indicazioni di partito, così come sempre accade in presenza di voto segreto.

Ma il punto è che il ddl Zan rappresenta l’occasione per rompere, per risolvere un problema che Letta ha compreso di non poter ignorare a lungo. Certo, dopo aver beneficiato dei voti di Italia Viva in Toscana per farsi eleggere alla Camera, sperava che il tempo e le circostanze rendessero meno incombente la decisione sui confini del “campo largo” che da mesi dice di volere ricreare. Eppure nel pranzo di pochi giorni fa con Giuseppe Conte gli è stato chiaro quanto l’ostilità dell’avvocato nei confronti di Renzi – ormai ascesa al grado di ossessione – sia tale da rendere utopistica l’idea di riunire tutti all’ombra di un nuovo grande Ulivo.

La frattura sulla legge Zan rappresenta dunque un’accelerazione imprevista nel processo che nei piani di Letta dovrebbe portare alla creazione di un “cordone sanitario” attorno a Renzi. Il segretario dem ha ben chiaro che senza i voti del centro ogni ambizione di trionfare alle prossime Politiche risulterebbe vana. Ma creare una coalizione che vada da Leu ai 5 Stelle di Conte, fino ad arrivare al Pd e ai centristi, è molto più semplice di riproporre lo stesso schema con la presenza dei renziani all’interno dello schieramento di centro.

Ecco perché chi conosce le dinamiche dei partiti ha letto con sospetto l’affondo che proprio ieri, ovvero all’indomani del ko del ddl Zan in Senato, Carlo Calenda ha riservato a Renzi. Nel mirino le sue conferenze in Arabia e l’alleanza di Italia Viva con Micciché di Forza Italia. Tutte notizie non freschissime. Allora perché tirarle fuori proprio nel giorno in cui Renzi è nel mirino degli haters? Magari per preparare l’incontro con Enrico Letta, previsto secondo indiscrezioni a giorni, probabilmente già la prossima settimana. Il segretario dem è stato chiaro: “Le nostre strade dovranno convergere“, ha detto riferendosi ad Azione. Parole che non ha mai pronunciato con la stessa chiarezza quando la domanda ha riguardato Renzi.

E per quanto lo stesso Calenda non abbia ancora dato il suo assenso, deciso com’è a tenersi le mani libere, Letta ha chiaro in testa il piano. Proprio Calenda dovrebbe riuscire a farsi leader del polo riformista ed europeista che anima il sogno dei centristi. Possibilmente tagliando fuori Italia Viva, nella speranza che i sondaggi la rendano sempre più marginale. Così facendo Letta riuscirebbe a tenere dentro tutti: da Fratoianni a Conte, fino a Calenda. Tutti, s’intende, tranne Renzi.

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Un commento su ““Cordone sanitario”: il piano di Letta per tagliare fuori Renzi e il ruolo di Calenda

  1. Si chiarissimo,lo avevamo sempre saputo che letta è un omuncolo e rancoroso come e peggio di calenda.
    Come si sa che il PD è sempre a guida del killer D’Alema e della ditta rossa oscura

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