Draghi e quella frase rubata: “Ad aprile ci sono ancora io…”

La frase è stata pronunciata. Se con malizia o eccesso di ingenuità, se estorta o mal interpretata, lo dirà solamente il tempo. Ma Mario Draghi ha detto ai sindacati che la prossima primavera, tra marzo e aprile, ci sarà ancora lui ad occuparsi della riforma delle pensioni. Da presidente del Consiglio.

La rivelazione è arrivata nel corso delle due ore di confronto a Palazzo Chigi, ieri sera, tra il premier e il leader di Cigl, Cisl e Uil. Proprio il segretario di quest’ultima, Pierluigi Bombardieri, ad un certo punto ha posto la fatidica domanda: “Presidente, il tavolo sulle pensioni fino a marzo chi lo seguirà?“. Dall’altra parte segue un breve in silenzio, accompagnato dal ghigno che è il marchio di fabbrica del premier, e poi la risposta: “Ma io, certamente“.

Ovvio che non è questa la prova provata che Draghi resterà presidente del Consiglio. Qualcuno si è già affrettato a controbattere che Draghi potrà seguire la riforma delle pensioni in primavera pur indossando altre vesti, magari quelle di presidente della Repubblica. Ma la domanda di Bombardieri era chiara, indirizzata a sapere chi fisicamente avrebbe gestito nei prossimi mesi la trattativa coi sindacati. E pure la risposta è stata chiara. Magari…

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