ESCLUSIVO! Draghi nervoso, aut aut ai partiti: “Me lo devono solo dire e…”

Mario Draghi non è stato preso sul serio. Né dalla stampa né dai partiti.

Quando chiese la fiducia per il suo governo, il premier pronunciò una frase che suonò a molti come un’ovvietà: “Sull’orizzonte temporale dell’esecutivo sarà il Parlamento a decidere…“. Evidentemente un’ovvietà non era, come stanno avendo modo di comprendere proprio in queste ore i leader di partito. Sì, perché Draghi ha manifestato una forte irritazione per l’atteggiamento della sua maggioranza in questi ultimi giorni. Pare non lo vedessero così nervoso dai tempi della riforma Cartabia, quando le fibrillazioni di Giuseppe Conte, appena asceso alla guida del Movimento 5 Stelle, costrinsero Draghi a fare sfoggio di tutta la sua pazienza. E da qualche ora galleggia, sospesa a mezz’aria, una frase che fa tremare le vene ai polsi…

Dai giorni dello scontro con il Movimento, di acqua sotto i ponti ne è passata, ma Draghi, che è più politico di quanto la politica che lo ha nominato potesse immaginare, ha compreso che i partiti sono in preda ad un caos difficilmente gestibile. Tutti pendono dalle sue labbra, e in pochi sanno cosa augurarsi. Siamo cioè in presenza di quello “sfilacciamento” denunciato da Matteo Renzi e figlio della partita del Quirinale.

Il punto è che ogni soluzione presenta i suoi contro. Se Draghi subentrasse a Mattarella, lo spettro del voto anticipato coglierebbe impreparati in molti. Se invece Draghi restasse a Palazzo Chigi, i partiti rischierebbero di apparire agli occhi dell’opinione pubblica quali (per la gran parte) sono in questa fase: elementi d’arredo, poiché la politica la fa il premier.

Quest’ultimo, dal canto suo, non accetta che alla sua volontà futura sia legata l’azione di governo oggi. Tra segnali più o meno obliqui lanciati dal Parlamento e t…

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