“Semaforo acceso”: la Germania ha un nuovo governo, l’Italia un problema

Il semaforo è acceso“. Così Olaf Scholz, leader dell’SPD, ha annunciato l’accordo per la formazione di un governo in Germania tra il suo partito, i Liberali e Verdi. Insieme formeranno appunto la cosiddetta “coalizione semaforo“, così definita per via dei rispettivi colori (rosso SPD, giallo FDP e verde, ovviamente, per i Verdi). Il futuro cancelliere? Lui, Scholz, l’uomo che il New York Times ha ribattezzato “il nuovo Angela Merkel“. Questo blog si permette di dissentire: dovrà dimostrare di essere in grado di guidare la barca tedesca in acque mosse, in un tempo decisivo. Ma che governo sarà il suo? E quali saranno le conseguenze per l’Italia?

Innanzitutto sarà un governo più spostato a sinistra di quanto la presenza dei Liberali potesse lasciare immaginare. Il documento programmatico che racchiude in 177 pagine il frutto di un negoziato andato avanti per due mesi prevede fra le altre cose l’aumento del salario minimo orario a 12 euro (attualmente a 9,60 euro) cui l’FDP si era detto contrario, ma anche la legalizzazione della vendita di cannabis nel Paese. Prevista inoltre una riduzione del numero di anni di residenza in Germania necessari per richiedere la cittadinanza tedesca: si passerà dagli 8 attuali a 5 anni.

Altri punti qualificanti: un piano edilizio per costruire 400 mila nuovi appartamenti l’anno, la lotta alla povertà infantile, la stabilizzazione delle pensioni, ma soprattutto “un massiccio programma di investimenti pubblici nell’agenda climatica e nella digitalizzazione“. A proposito di clima, l’obiettivo è ambizio…

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