Ode (ironica) a Luigi Di Maio: l’uomo del Trattato del Quirinale è lui

Ode a Luigi Di Maio. Se la merita. Seppur parzialmente nascosto dalla sagoma sorridente di Mario Draghi, il ministro degli Esteri ha trovato il guizzo vincente. Quel tanto che bastava per comunicarci che lui, sì, proprio lui, nel giorno del Trattato del Quirinale fra Italia e Francia, ebbene lui, se non lo aveste ancora capito ve lo ripeto di nuovo, lui, c’era. Eccome se c’era.

Il fatto poi che vi fosse, non solo come passante, ma come titolato ad esserci, conferma quanto questo blog va ripetendo da anni: Di Maio era ed è tuttora il migliore dei grillini. Forse l’unico con talento politico da spendere.

Come dite? Esagero? Mi faccio prendere dall’emozione?

Bene, provateci voi, se vi riesce, ad annunciare urbi et orbi l’intenzione di chiedere l’impeachment per il Presidente della Repubblica e, neanche tre anni più tardi, a sfoggiare il sorriso delle grandi occasioni, in posa naturale, appena un paio di passi dietro di lui. 

Provateci voi, sì, dico a voi, voi che avete passato gli ultimi anni a chiamarlo “Giggino“, a dargli del “bibbitaro“, rigorosamente con due ‘b’, provateci dicevo, se ne siete capaci, ad essere confermati nella carica di ministro degli Esteri da una persona – in questo caso Mario Draghi – che tre anni prima avevate accus…

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