Perché con il Sì al 2×100 finisce il M5s come Movimento

Non chiamatelo più Movimento. Chiamatelo, com’è giusto che sia, Partito 5 Stelle. Questo mutamento di pelle è stato sancito poche ore fa da un voto degli iscritti, al di là di quanto il suo presidente, Giuseppe Conte, si affretterà a precisare nei prossimi giorni.

Questo blog ve ne fornisce un’anticipazione: l’avvocato assicurerà che nulla cambia per la storia M5s; che restano immutati lo spirito e la missione delle origini; che il Movimento rappresenta una straordinaria eccezione e che il voto odierno serve soltanto a meglio organizzare la vita “di partito”. Eccolo, appunto, il lapsus freudiano in cui l’ex premier dovrà stare attento a non cascare. Perché dopo il Sì degli iscritti al 2×1000, ha inizio tutta un’altra storia, finisce quella del M5s come Movimento.

Il 72% che ha portato il Sì a prevalere nella votazione online tenuta su SkyVote indica che la percentuale di elettori attivi è consapevole del cambio di fase incarnato dalla leadership di Conte. Ma c’è anche un altro dato politico: dei 131.760 aventi diritto al voto, hanno partecipato solo in 33.967. Di fatto 2/3 degli iscritti hanno deciso di disinteressarsi del MoVimento 5 Stelle. Sono meno della metà dei 68mila che qualche mese fa si mobilitarono per eleggere – senza avversari – Conte leader. Siamo dinanzi all’ennesima conferma della disaffezione che regna sovrana nell’universo pentastellato, sempre più destinato a rappresentare una meteora – visto che sempre di stelle parliamo – della politica italiana.

Il Movimento inteso come tale del resto, dicevamo, finisce oggi. Con l’omologazione in termini di finanziamento a tutti quei partiti indicati negli anni scorsi come ladri del contribuente. Con la negazione di uno degli ultim…

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