“Non ci sto”, Mattarella si ribella al ddl del Pd per ingabbiarlo al Quirinale

Niente da fare, anche l’ultimo tentativo del Pd di convincere Sergio Mattarella a svolgere un secondo mandato al Quirinale “a tempo”, consentendo così a Mario Draghi di restare a Palazzo Chigi fino al 2023 per poi raccoglierne l’eredità al Colle, è andato in fumo. Proprio il presidente della Repubblica ha fatto filtrare in queste ore, a chi l’ha sentito, il suo stupore e la sua irritazione per la manovra tentata dal Partito Democratico.

I fatti

Da parte del Pd era andata in scena una manovra tatticamente raffinata, ma ardita, soprattutto perché svolta all’insaputa di Mattarella. Protagonisti i senatori Dario Parrini, Luigi Zanda e Gianclaudio Bressa, che avevano depositato un disegno di legge costituzionale per abolire il semestre bianco – i sei mesi finali del mandato in cui il Capo dello Stato non può sciogliere le Camere – e sancire la non rieleggibilità del presidente della Repubblica. Ma come, potrebbe obiettare il lettore disorientato, si vuole un bis di Mattarella e al contempo si vieta la rielezione del capo dello Stato? Qui starebbe lo stratagemma.

Nelle interpretazioni di chi ha depositato il ddl, il testo non potrebbe essere approvato ed entrare in vigore prima della fine del 2022. Di fatto tornerebbe utile non per questo giro di danze al Quirinale, ma per il prossimo. Un modo da una parte per venire incontro al desiderio espresso da Mattarella, che in più di un’occasione ha rifiutato la pros…

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