La tentazione di Calenda: sfidare Conte se si candida alle suppletive

Per il momento prendetelo per ciò che è: un ragionamento ad alta voce fatto dai vertici di Azione e dal diretto interessato. Ma Carlo Calenda starebbe valutando seriamente di scendere in campo alle elezioni suppletive della Camera nel collegio di Roma Centro qualora Giuseppe Conte sciogliesse la riserva favorevolmente rispetto all’offerta del Pd, che gli ha “ceduto” la candidatura su indicazione di Enrico Letta.

Se ancora il leader M5s non ha annunciato il suo sì è soltanto perché sperava di capire quali mosse attendersi dal fronte riformista che fa capo a Calenda e a Renzi. Conte sapeva benissimo di non potersi attendere un sostegno da parte delle due formazioni, ma credeva di riuscire ad ottenere – tramite la mediazione di Letta – una sorta di patto di desistenza, una candidatura al massimo di bandiera, tale da spianargli la strada verso la Camera. Questa però, almeno al momento, non pare essere l’intenzione dei riformisti, decisi invece a contrastare la corsa di Conte verso il seggio.

Proprio questo fattore frena il sì di Conte, preoccupato dal fatto che proprio in quella zona alle recenti Comunali Carlo Calenda ha preso più voti di tutti, sbaragliando la concorrenza. Si tratta di un collegio dal palato fine, in cui il populismo pentastellato fatica a fare breccia. Un collegio che ha el…

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