Renzi e la (nuova) “mossa del cavallo”: Elena Bonetti candidata per le suppletive

Nel vocabolario Zanichelli la “mossa del cavallo viene definita “iniziativa abile e inattesa, fatta di velocità spiazzante rispetto alla routine e alla linearità scacchistica, che permette di liberarsi da un impedimento o di uscire da una situazione critica“.

L’ultimo esempio di mossa del cavallo registrato all’ufficio brevetti della politica italiana è la crisi del Conte I. In particolare la manovra con cui Matteo Renzi ha fatto deragliare il treno che l’altro Matteo, Salvini, immaginava avrebbe concluso la sua corsa a Palazzo Chigi. La storia dice che lo ha invece relegato all’opposizione.

Poche ore fa, però, è arrivata una nuova “giocata” capace di sparigliare, di cambiare lo scenario politico, in pieno “stile Renzi“. Si tratta della proposta, rivolta al centrosinistra, della candidatura di Elena Bonetti per le elezioni suppletive al collegio di Roma-centro della Camera dei deputati.

Perché questa mossa è tatticamente perfetta? Chi mette in crisi? E cosa dobbiamo aspettarci?

Sono gli interrogativi che in queste ore si stanno ponendo i dirigenti politici dei vari schieramenti, annaspando nel tentativo di rimettersi al passo dopo l’accelerazione impressa dai renziani. Il motivo è presto detto, ma per comprenderlo bisogna provare a mettersi nei panni di Enrico Letta. Egli è il segretario di un partito che da mesi dichiara l’ambizione di costruire un campo largo nel centrosinistra. A questo disegno politico dice di credere al punto da offrire al leader di un partito alleato, Giuseppe Conte, il seggio lasciato vacante da un proprio uomo, Roberto Gualtieri. Il finale della storia è noto: il destinatario dell’offerta, compreso che avrebbe dovuto vedersela con uno sfidante credibile – in questo caso Carlo …

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