“Fancu*o Bibi”: Trump non perdona il “tradimento” di Netanyahu

Esplosivo. Solo così si può definire il contenuto dell’intervista esclusiva realizzata da Barak Ravid a Donald Trump. Chi finisce nel mirino è l’ex premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Il libro pubblicato dal collaboratore di Axios, “Trump’s Peace: The Abraham Accords and the Reshaping of the Middle East“, è materia incandescente. Emblematico quel “fancu*o Bibi” pronunciato da The Donald in persona all’indirizzo di quello che fino a poco tempo fa appariva come il suo più grande alleato in Medio Oriente.

Ma a cosa è dovuta la furia di Trump?

Tutto ha a che fare con il grande cruccio di Donald: la sconfitta alle ultime presidenziali per mano di Joe Biden. Trump, che Ravid ha intervistato di persona qualche mese fa, si è legato al dito il “tradimento” di Bibi: La prima persona che si è congratulata con [Biden] è stata Bibi Netanyahu, l’uomo per cui ho fatto di più di qualsiasi altra persona con cui ho avuto a che fare…Bibi avrebbe potuto rimanere in silenzio. Ha commesso un terribile errore“.

Poco importa che le cose siano andate diversamente. Poco importa che Netanyahu abbia atteso più di 12 ore prima di congratularsi con Biden. Poco importa che prima di lui lo avessero fatto già molti altri leader mondiali. Per Trump quella del leader israeliano è stata una pugnalata, aggravata dal fatto che l’allora primo ministro dello Stato Ebraico abbia avuto l’ardire di fare le sue congratulazioni a Biden addirittura con un videomessaggio: “<…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.