Suppletive Roma, centrodestra: la carta Simonetta Matone per sfidare la sinistra

In prima fila ad Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia, ieri era seduto Enrico Michetti. “Ma è vero che vuoi fare il ministro?“, gli ha chiesto maliziosamente Gianni Alemanno. Risposta da statista mancato: “Sono a disposizione delle istituzioni“. Ecco, in quel momento chi ha origliato quella frase si è domandato che cosa sarebbe stato se al posto del tribuno il candidato sindaco del centrodestra nella Capitale fosse stata Simonetta Matone.

Che all’ex magistrato sia stato infine preferito Michetti, del resto, la dice lunga sulla capacità di discernimento dell’attuale classe dirigente del centrodestra. Ma forse è tempo di una parziale rivincita per la candidata “pro-sindaco” alle recenti Comunali. Sì, perché l’appellativo di vice, a dirla tutta, non le è mai andato giù.

Potrebbe essere lei, stando a quanto appreso da questo blog, il nome da opporre a quello di Cecilia D’Elia, candidata Pd, zingarettiana di stretta osservanza, che Enrico Letta spera possa convincere Italia Viva a ritirare il nome di Elena Bonetti, dopo che Carlo Calenda ha fatto lo stesso con l’azionista Valentina Grippo.

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