M5s, rivolta anti-Conte nelle chat del Senato: no all’elogio della “competenza”

Che ci fosse una certa ostilità verso il “metodo Conte” all’interno del gruppo M5s al Senato era emerso in tutta la sua chiarezza qualche settimana fa, quando il neo-leader, pur spendendo tutto il proprio peso, non era riuscito a confermare come capogruppo a Palazzo Madama il “suo” Ettore Licheri.

Boccone amaro da digerire, a maggior ragione considerando che la prescelta dei senatori era stata quella Mariolina Castellone vicinissima a Luigi Di Maio, più o meno recente ossessione di Giuseppe Conte.

Eppure nessuno poteva immaginare che questi primi mesi di presidenza sarebbero stati contrassegnati da una tale animosità nei confronti dell’avvocato, giacché è noto che qualsiasi leadership può godere di un periodo più o meno lungo di luna di miele. A patto che ovviamente sia percepita, la leadership.

Ebbene, nelle ultime ore le chat M5s si sono infuocate. Tutta colpa dell’uno-due pronunciato prima da Giuseppe Conte, poi dal suo vice, il fedelissimo Mario Turco.

Il primo ad aprire le danze era stato proprio Conte pochi giorni fa, presentando i nuovi comitati politici M5s. In un passaggio che ai più attenti non era passato inosservato, l’avvocato aveva detto che “da adesso dobbiamo non solo affidarci all’onestà ma coniugare anche competenza e capacità“. Una frase che, letta al contrario, asseriva di fatto che fino ad oggi gli esponenti del Movimento erano magari politici onesti, ma probabilmente incompetenti e incapaci. Una semplice espressione infelice? Non proprio. Nemmeno il tempo di somatizzare la stoccata, che il suo vice Turco a SkyTg24 ribadiva il concetto: “All’onestà e moralità stiamo aggiungendo anche le competenze e la professionalità“.

Troppo, per gli eletti della prima ora. In particolare per quelli che l’elezione di Conte l’hanno vissuta come un golpe ai danni del leader del cuore, Beppe Grillo

Il primo ad inarcare il sopracciglio, e visto il nom…

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