“Ai ricatti non cedo”: Draghi alza un muro contro i giochetti dei sindacati

Continua a definirlo “immotivato e inspiegabile“. E se qualcuno non lo ha ancora definito “irritato” è solo perché Mario Draghi continua a lavorare a Palazzo Chigi col sorriso e la serenità di sempre.

Eppure quello sciopero generale indetto dai sindacati continua a rappresentare una ferita per il presidente del Consiglio, deluso a maggior ragione perché in queste settimane credeva di aver costruito un rapporto con i leader sindacali basato sulla “correttezza e sulla chiarezza“. Da qualche giorno ha scoperto che così non era. Che mentre discutevano per ore allo stesso tavolo insieme a lui, i sindacalisti già preparavano la mobilitazione. E, ancora, che nemmeno dopo lo strappo hanno sentito la necessità di cercare un dialogo diretto con lui, preferendo girare da un talk show all’altro sciorinando critiche che Draghi ritiene immeritate.

Eppure c’è una linea che proprio Mario Draghi non intende oltrepassare. E riguarda il rapporto con Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri.

Il premier non ha apprezzato la loro condotta. A partire dal tentativo di scaricare sui partiti le responsabilità della rottura. Non era questo il momento delle polemiche, ha ripetuto Draghi, che della necessità di lavorare come una squadra ha fatto il tratto distintivo della sua azione di governo.

Per questo motivo fino ad oggi ha deciso di resistere al pressing di chi gli consiglia un giorno sì e l’altro pure di riallacciare i ponti con i sindacati. Soprattutto rifiuta l’idea che debba farlo per fare un favore a se stesso, perché se davvero punta ad essere eletto presidente della Repubblica – gli dicono – certo non è un bel crocevia avere rapporti deteriorati con le parti sociali.

E proprio qui sta parte del fastidio (più o meno nascosto) di Draghi. Nel retropensiero che lo porta ad ipotizzare che lo strappo dei sindacati sia arrivato proprio con l’intento di sfruttare questa particolare congiuntura. Magari per obbligarlo a tornare al tavolo e ad acconsentire alle loro richies…

Un commento su ““Ai ricatti non cedo”: Draghi alza un muro contro i giochetti dei sindacati

  1. Intanto non si può dire “ indetto dai sindacati” , ma solo da due sindacati. Il nerbo saranno le cosiddette “Pantere grigie”, cioè i sindacati dei pensionati che non hanno niente da perdere ed anzi faranno una gita a Roma a spese delle strutture dei due sindacati in questione! Un sindacato anomalo nel resto del mondo.
    Molti si perderanno nella metropolitana romana, ma il clima sarà ridanciano…
    Penso alla signora Tatcher , che fu durissima contro uno sciopero ad oltranza dei minatori di Scargill, semplicemente attendendo che si esaurissero le casse di resistenza del sindacato inglese. Anzi! Fece addirittura di più: mobilitò la flotta e la inviò in Argentina a riprendersi le Isole Falkland, per l’Argentina Malvinas. La poderosa flotta inglese con tanto di principe della casa regnante a bordo dell’ammiraglia ! Draghi potrebbe seguire la linea intransigente della Lady di ferro…

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