Quirinale, cresce il malumore nel Pd. “Siamo tagliati fuori, ci vorrebbe Matteo…”

L’allarme rosso al Nazareno è scattato un paio di giorni fa: quando Enrico Letta, partecipando ad un convegno assieme a Giuseppe Conte, ha evocato il rischio di uno scenario sul “modello Leone” per il Quirinale.

Fra i parlamentari dem che da ormai diverso tempo subiscono questa segreteria, un secondo dopo quest’affermazione si è insinuata una consapevolezza: “Letta non ha i numeri, non sa che fare ed è terrorizzato all’idea di passare alla storia come il segretario del più grande partito della sinistra italiana che si fa eleggere sotto il naso Berlusconi“.

Se n’è avuta conferma di nuovo ieri, quando a “Il Sole 24 Ore” Letta ha ribadito che il presidente della Repubblica non è mai stato un “capo politico” ma una figura istituzionale. “Perché ribadire queste ovvietà?“, ci si chiede nel partito. E la domanda è sempre la stessa: “Perché Enrico sa che Berlusconi non puoi sottovalutarlo. Ma soprattutto sa che questa volta la situazione è fuori dal nostro controllo. Siamo tagliati fuori“.

Eppure non c’è solo questo, ovvero il timore diffuso di veder eletto sul Colle più alto della politica italiana il nemico dell’ultimo quarto di secolo. Letta è nel mirino anche per l’atteggiamento di sudditanza mostrato in questi mesi nei confronti dell’alleato M5s. Ultimo esempio quanto accaduto nella selezione del candidato per le suppletive di Roma Centro: “Un conto è essere aperti al dialogo, un altro servire a Conte il seggio su un piatto d’argento e farsi anche dire di …

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