Berlusconi riabbraccia Toti: il ritorno da figliol prodigo, sullo sfondo il Quirinale

Probabilmente vedendolo varcare i cancelli di Villa Grande, Silvio Berlusconi spalancherà le braccia. Poi, quando questi gli si farà incontro, prenderà il suo viso tra le mani, sfiderà le precauzioni anti-Covid e gli darà un bacio su entrambe le guance, pronunciando le fatidiche parole: “Bentornato, caro“.

Il soggetto sottinteso, destinatario di quest’accoglienza in grande stile, è Giovanni Toti, già consigliere politico di Silvio Berlusconi, già persona di famiglia per molto tempo ad Arcore, già governatore della Liguria eletto per la prima volta in ragione della sua fede al Cavaliere, la seconda per meriti propri.

Da quando venne immortalato in tuta total-white sul balcone della beauty farm “Villa Paradiso” accanto a Berlusconi, impegnato nel faticoso tentativo di smaltire kg in eccesso scarsamente telegenici, è trascorsa una vita. Quella che lo vede entrare a “Villa Grande” è probabilmente l’inizio di un’altra.

Lui dal suo punto di vista non si è mosso più di tanto dalle sue posizioni. Dapprima ha tentato di rivoluzionare Forza Italia da dentro, cercando la sponda di Mara Carfagna, trovandola solo fino ad un certo punto. Poi ha capito che non può esistere Forza Italia che non sia Berlusconi. E allora, quasi per rimarcare lo spirito che gli è servito per abbandonare il posto al tiepido sole di Arcore, ha fondato Coraggio Italia. Ritrovandosi esposto al gelo.

L’accusa di tradimento gli è piovuta addosso sia da Berlusconi sia dall’inner circle del Cavaliere che aveva interesse a sgombrare la sala delle decisioni da un ospite ingombrante. Quella di irriconoscenza è quella che umanamente gli ha fatto più male. Anche quando Silvio ha smesso di rispondere alle sue chiamate, Giovanni Toti ha infatti continuato a ripetere a tutti che “al presidente voglio bene“, consapevole che sconfessare i suoi anni alla corte di Arcore avrebbe avuto l’effetto n…

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