Il ritorno dei gialloverdi: l’asse Lega-M5s blocca Draghi contro il virus

Sembra trascorso un secolo da quando Giancarlo Giorgetti attaccava pubblicamente la linea politica di Matteo Salvini. Da qualche settimana, nonostante la freddezza ostentata dal Capitano – o forse proprio per questo – il ministro del Mise è uno degli interpreti più arrembanti del salvinismo spinto. Se n’è avuta prova ieri sera, in Consiglio dei ministri, quando proprio Giorgetti si è rivelato uno dei più strenui oppositori del varo dell’obbligo del Super Green Pass per tutti i lavoratori.

Una misura che sta cuore a Mario Draghi in persona, caldeggiata dai ministri più rigoristi in fatto di appoccio alla pandemia: dai forzisti Brunetta e Gelmini al titolare della Salute, Speranza, fino ad arrivare agli esponenti Pd e di Italia Viva dell’esecutivo, anch’essi favorevoli ad una stretta in grado di spingere ulteriormente le vaccinazioni.

Eppure la manovra di ostruzione è incredibilmente riuscita: come? Grazie al ritorno dei gialloverdi.

A lanciare il sasso nello stagno è stato lo stesso Giorgetti al termine della riunione, spiegando che ad opporsi “non siamo stati solo noi, anche i 5 Stelle…“.

Tutto vero. La Lega ha trovato la sponda del M5s, in particolare di quel Patuanelli che dopo aver incontrato qualche tempo fa a Trieste il rappresentante dei “no Pass” (ve li ricordate?) Stefano Puzzer ha impiegato una frazione di secondo a raccogliere l’assist della Lega. Una manovra, ad essere onesti, frutto non dell’improvvisazione, ma di una sintonia tra Salvini e Conte che negli ultimi giorni è apparsa vivere una seconda giovinezza.

Il rifiuto di mettere in sicurezza 25 milioni di persone che avrebbero bisogno del Super Green pass – rilasciato solo a immunizzati e guariti – per recarsi tutti i giorni al lavoro, è da interpretarsi come una recidiva dell’altro virus che ha colpito precocemente la politica italiana: quello pop…

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