“Sono innocente”: l’ultima lettera di Angelo Burzi, suicida per protesta contro la giustizia politicizzata

Non sono più in grado di tollerare ulteriormente la sofferenza, l’ansia, l’angoscia che in questi anni ho generato oltre che a me stesso anche nelle persone che mi sono più care. Esprimo la mia protesta più forte interrompendo il gioco, abbandonando il campo in modo definitivo

Recita così un passaggio della lettera di Angelo Burzi, ex consigliere regionale piemontese suicidatosi la notte di Natale dopo essere stato condannato a tre anni per concussione nel lungo processo seguito allo scandalo conosciuto come “Rimborsopoli“. Burzi era stato accusato di avere speso fondi pubblici messi a disposizione dei gruppi consiliari in maniera illecita. Non aveva mai accettato di essere additato come un ladro. E nell’ultima lettera vergata prima di togliersi la vita ha ribadito di essere “totalmente innocente“.

Burzi scrive: “Me ne vado in eccellente forma psichica, abbastanza traballante in quella fisica“. All’inizio della mail intitolata “La fine della storia“, il politico parla di un “mal di schiena” e di alcuni esami “tutt’altro che positivi“, di “un prossimo futuro di appr…

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