Letta smentisce D’Alema: è rinsavito? No, qualcuno glielo ha imposto…

A chi questa mattina ha letto il mio articolo sulla battuta di Massimo D’Alema all’indirizzo del Pd e della stagione renziana, non sarà sfuggita la chiosa finale.

Attribuendo il silenzio di Letta alla sua proverbiale pavidità, aggiungevo quanto segue:

Magari sono stato frettoloso io. E una parola sulla “malattia renziana” diagnostica da D’Alema – di qualunque senso, di conferma o di smentita – forse, quando ha tempo, Letta alla fine riuscirà a pronunciarla.

A poche ore dalla pubblicazione del mio pezzo è arrivata la svolta attesa. Letta alla fine è stato costretto a prendere posizione con una dichiarazione ufficiale. Da chi?

Prima le parole di Letta:

Dunque, per citare Letta, “nessuna malattia e quindi nessuna guarigione“. Bene, giusta presa di posizione da parte del segretario del Pd. Ma adesso se leggete da pc questo articolo guardate in basso a destra dello schermo. Se siete dallo smartphone guardate invece in alto a destra.

Dove voglio arrivare? Al fatto che siamo al 2 gennaio. E le frasi di D’Alema sono pronunciate invece il 31 dicembre per gli auguri di fine anno.

Come mai Enrico Letta ha aspettato fino ad oggi per smentire una dichiarazione che aveva già fatto parlare eccome sui social e sui giornali? Semplice: perché gli stava implodendo sotto il naso il partito. In particolare i gruppi parlamentari.

Bisogna avere sempre bene a mente un dato: deputati e senatori dem in Parlamento sono entrati nel 2018 grazie a liste fatte da Renzi, che alle ultime Politiche era ancora segretario Pd. Ciò significa che, pur non essendo fedeli all’attuale leader di Italia Viva – come qualcuno strumentalmente sostiene con frequenza periodica – e pur non avendo mai saldato (né intenzione di saldare) il debito di riconoscenza che lega molti di loro a Matteo Renzi, i parlamentari dem non ci stanno ad essere considerati figli di una stagione malata.

Letta ha aspettato – e sperato – che la situazione rientrasse da sola, ma in particolare dalla corrente di Base riformista è arrivata una richiesta di presa di distanze fortissima, che il segretario non ha potuto ignorare. Il “caso D’Alema”, infatti, rischiava di balcanizzare i gruppi dem proprio a ridosso del voto del Quirinale. Così dal Nazareno, sebbene in clamoroso ritardo (e senza particolare entusiasmo), si è prima fatta filtrare “forte irritazione” per le parole del “lider maximo”. Poi è arrivato il punto esclamativo di Letta. Enrico si è svegliato? No, è stato svegliato…

2 commenti su “Letta smentisce D’Alema: è rinsavito? No, qualcuno glielo ha imposto…

  1. Letta si dovrebbe ricordare perché è subentrato a Zingaretti. No con le primarie no con voto del gruppo parlamentare ma solo con un fischio del Segretario che non c’è la faceva più a tenere insieme degli arroganti attaccasedie. Provate cari compagni richiedere le primarie come prevede lo statuto. Parole al vento, tutto finito. Addio PD.

  2. Bhe una reazione a tre giorni, alquanto blanda, non è segno di risveglio, ben più grave!
    Per ben tre giorni ha dato l”impressione di essere insensibile a all’insulto di D’ Alema verso il PD, e di accettare il rientro come se nulla fosse. Poi qualcuno deve avergli tirate le orecchie.
    Ma mi pare che il ritardo della smentita malattia sia una sorta di perpetuazione della sua vendetta nei confronti di Renzi.

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