Non ti disunire, Mario

Nel film capolavoro di Sorrentino, “È stata la mano di Dio”, la frase cult arriva alla fine. E quella che “Fabietto” Schisa, dinanzi all’immensità di Napoli, si sente rivolgere da colui che sarebbe poi diventato il suo mentore.

Non ti disunire Fabio“.

Questo è il consiglio che il maestro Capuano dà al ragazzo “abbandonato” che sta in piedi dinanzi a lui. Un invito a non perdere la propria essenza, a non cedere alla tentazione di smarrirsi quando il dolore bussa alla porta del cuore per sfondarla.

Cosa c’entra tutto questo con un blog di politica? No, non avete sbagliato sito. E neanche la foto di Mario Draghi ad inizio articolo rappresenta un errore. Il punto è che proprio al premier oggi sento di rivolgere questa frase, questo appello, questo consiglio spassionato: “Non ti disunire, Mario“.

Non ti disunire dinanzi al ritorno del blocco populista gialloverde.

Non ti disunire di fronte a chi cerca di delegittimarti, di “normalizzarti”.

Non ti disunire, pure ora che la tentazione di mediare è forte, col Quirinale all’orizzonte.

Non ti disunire davanti ai tranelli, agli inganni, che la politica politicante semina sul tuo percorso.

Non ti disunire al cospetto della partitocrazia, degli alti dirigenti che non vedono l’ora di farti fuori per tornare al “come prima più di prima”.

Non ti disunire, non perdere di vista l’interesse nazionale, non cercare di accontentare tutti. Piuttosto strappa, denuncia davanti al Paese l’inconsistenza dei tuoi interlocutori.

Non ti disunire, non smarrire il tocco magico, non accettare compromessi al ribasso.

Non ti disunire, non scomporti, non ora che il vento soffia contro.

Non ti disunire, Mario, non te ‘o ppo permetter.

2 commenti su “Non ti disunire, Mario

  1. Draghi deve restare Capo del Governo. Mai come ora l’Italia corre rischi altissimi che potrebbero derivare da mancata attuazione del Pnrr. Giusto l’appello al Presidente del Consiglio che condivido e faccio mio. Prima viene il Paese e al diavolo mire e interessi di forze politiche che l’hanno disastrato e vorrebbero completare l’incompiuta iniziata con i Governi Berlusconi, interrotta brevemente da Matteo Renzi e ripresa con veemenza inaudita dai Governi Conte. ”Mario, non ti disunire”.

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