La malattia e l’ultimo gesto: fino in fondo David Sassoli

La frase che dà la cornice è quella pronunciata dal suo portavoce, Roberto Cuillo, rimasto al suo fianco fino alla fine: “Si può vivere e morire in tanti modi. David Sassoli ha combattuto e lavorato fino all’ultimo possibile istante“.

Il presidente dell’Europarlamento non ha tradito sé stesso neanche all’ultimo miglio. Prova ne sia quell’ultimo tweet, partito dal suo account nella giornata di ieri, per omaggiare la figlia di Enzo Tortora, Silvia, scomparsa a sua volta troppo presto.

Avere la forza da un letto d’ospedale, già in gravi condizioni, di pensare agli altri, di volgere la mente a chi non c’è più mentre si intuisce, si teme, di essere a propria volta alla fine. Roba da giganti.

Fino a poco tempo fa non pensava di morire, Sassoli. Aveva altri progetti. Scrivere un libro, ad esempio. Perché con la malattia aveva imparato a convivere da tempo, nonostante non ne apprezzasse la compagnia. Dieci anni fa – posso scriverlo perché la notizia è trapelata – aveva subito un trapianto di midollo a seguito di un mieloma, un tumore maligno del sangue. Eccola, la famosa “disfu…

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