Quirinale, ora il Cav cerca consensi in Europa. E quella telefonata con Putin…

Se la maggiore critica che viene mossa all’ipotesi Berlusconi-Quirinale è quella che una sua elezione scatenerebbe una durissima reazione dei mercati, allora il Cavaliere ha già predisposto le contromosse. Nessuno provi a ricordargli i risolini di Angela Merkel e di Nicolas Sarkozy. E guai ad evocare in sua presenza la parolina magica dello spread o la tempesta perfetta che si scatenò nel 2011 portandolo alle dimissioni da capo del governo.

Ad Arcore basta sollevare anche solo un sopracciglio, instillare il dubbio che a Bruxelles non facciano i all’idea di ritrovarsi Berlusconi al Colle, perché la macchina comunicativa del Cavaliere si attivi replicando con una sfilza di agenzie, riportanti le dichiarazioni dei leader europei che in questi giorni si sono detti favorevoli all’operazione “Berlusconi presidente”.

Se nei giorni scorsi era uscito allo scoperto Antonio Lopez, lo spagnolo segretario del Partito Popolare Europeo, adesso a fare ancora più rumore è stata la presa di posizione di Manfred Weber. Tedesco – e questo già qualcosa conta – che del PPE è presidente, e in un’intervista a Sky Tg24 ha definito Berlusconi “un europeista convinto“, ovvero “ciò di cui ha bisogno l’Italia come presidente“. Per questo, ha detto Weber, “penso che Silvio Berlusconi sarebbe un ottimo candidato per la Presidenza della Repubblica. Guiderebbe il Paese nella giusta direzione, in una direzione pro europea. E per questo da un punto di vista europeo Berlusconi ha il totale sostegno della sua famiglia del Partito Popolare europeo“.

Si tratta di un endorsement di un certo peso, ma non l’unico che Berlusconi sta cercando di garantirsi. Emissari berlusconiani stanno lavorando alacremente per…

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