Renzi e la “busta numero 3”: lo scenario (e i nomi) della conta

Imita la voce e la cadenza di Mike Bongiorno: un po’ perché gli piace farlo, un altro po’ perchè niente rende meglio l’idea dello “schema” Quirinale più della frase che ha reso immortale il grande conduttore.

Matteo Renzi la mette giù così: “Ci sono tre buste: la busta numero 1, la numero 2 e la numero treee“. Le buste contengono, più o meno sigillati, i tre scenari che il leader di Italia Viva ritiene ad oggi più probabili per l’elezione del capo dello Stato.

  • Il primo è quello che vede il centrodestra proporre un nome d’area “potabile” per tutti gli altri attori del Parlamento. E qui i nomi possono essere diversi, tra quelli filtrati in queste settimane: Pera, Casellati, Frattini, Letizia Moratti. Ma non Silvio Berlusconi.
  • Il secondo scenario è quello che da qualche ora a questa parte potremmo definire “schema Gianni Letta“: il Parlamento che in un clima di condivisione e dialogo elegge un presidente sopra le parti “alla Mattarella“. Ma che non sia Mattarella. E che più precisamente sia Mario Draghi.

E il terzo? Ė il pezzo forte della casa, la lettura tattica che spiega perché Matteo Renzi è un professionista della politica, un esperto di dinamiche parlamentari probabilmente impareggiato in questa fase storica.

Eccolo: quarta votazione. Il centrodestra si impunta su Berlusconi, decide di andare alla conta. E qui cosa accade? Letta e Conte spingono per “ritirarsi sull’Aventino“. Vogliono lasciare l’Aula perché temono che Berlusconi possa essere eletto con i loro voti. Renzi offre però un’alternativa che finora non era emersa. La possibilità di prendere in contropiede il centrodestra, di sfidarne l’imprudenza. In che modo? E con quali protagonisti? Procediamo con ordine, il piano è il seguente:

  • Punto primo: Renzi crede sia un errore (oltre che isitituzionalmente un orrore) lasciare l’Aula. Lo crede perché Letta e Conte dimenticano una questione non banale: la matematica. Dalla quarta votazione in avanti infatti il quorum è fissato a quota 505. La somma del centrodestra più il Gruppo misto fa 514. Se a questi si aggiungono i Grandi elettori di “Alternativa c’è” si supera quota 530. L’ipotesi più probabile è che Berlusconi non disponga di tutti questi numeri, è evidente. Ma il non detto è quello pronunciato da Renzi: “E se questi se lo eleggono?“.
  • Punto secondo: ecco la soluzione che ha in mente Renzi. Dare vita ad una conta. Da una parte Berlusconi, dall’altra un candidato gradito al resto del Parlamento. Il leader di Italia Viva intravede la possibilità di far cadere il centrodestra in una …

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