Suppletive Roma, nervosismo Pd: la “variante A” può sparigliare, tutto aperto…

Da qui a poche ore conosceremo il volto e il nome del Grande elettore numero 1009 nella corsa al Quirinale. Il voto è in corso, i seggi chiudono alle 23:00, ma le elezioni suppletive per il collegio di Roma-centro della Camera hanno già fornito un dato inequivocabile.

Questo:

Alle 12:00 hanno votato soltanto 5.897 elettori su 185.394 aventi diritto.

L’affluenza è del 3,18%.

Non è una sorpresa, attenzione: alle suppletive storicamente la partecipazione è sempre molto bassa. Ma nessuno poteva immaginare che il combinato disposto tra una bella giornata di sole romana e il dilagare di Omicron avrebbe prodotto un risultato così basso.

Per intenderci: nel marzo 2020, quando a vincere il seggio fu Roberto Gualtieri, con l’Italia a pochi giorni dal suo primo lockdown, l’affluenza alle 12:00 fu questa:

Insomma, dovevano essere le elezioni suppletive della variante Omicron, rischiano di essere ricordate come quelle della “variante A” di “affluenza“.

Ecco perché nei partiti c’è inquietudine in questa fase, aspettando il dato delle 19. Tutti gli schieramenti, chiamati a fornire un’interpretazione di un’affluenza così bassa, predicano prudenza. Ma al Nazareno in particolare si guarda con apprensione, oserei dire con nervosismo, ai numeri della partecipazione. Il motivo di questa inquietudine fra i democrats?

Ė chiaro che il Pd è il partito che ha più da perdere dalla consultazione: non solo perché difende il seggio di Gualtieri, ma anche perché il collegio è storicamente un fortino della sinistra. Il fatto che tanta gente sia rimasta a casa sta creando parecchio malumore, in particolare tra coloro che hanno imposto il nome di Cecilia D’Elia come candidata.

Il centrodestra trarrà vantaggio da questa bassa affluenza? Sulla carta Simonetta Matone ha un profilo più adatto ad intercettare i voti del collegio di Roma Centro rispetto a quanto (non) ha fatto Enrico Michetti alle Comunali, ma allo stato attuale non si segnala grande entusiasmo nemmeno all’interno di quello schieramento.

Attenzione al candidato di Italia Viva. Con un’affluenza così bassa, anche poche centinaia di schede possono fare la differenza. E avere un candidato molto forte a livello personale come Valerio Casini

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