Salvini vede Fraccaro: Conte su tutte le furie, Di Maio nel mirino

Ormai è chiaro: il Movimento 5 Stelle è spaccato a metà. Ne avremo prova tra pochi giorni, quando a seconda dell’indicazione di Giuseppe Conte per il Quirinale, decine di parlamentari M5s protetti dal voto segreto si muoveranno autonomamente, impallinando il candidato prescelto dall’avvocato. A cosa si deve questa frattura? All’esistenza di una leadership alternativa a quella dell’avvocato: quella di Luigi Di Maio.

Per quanto abbia ormai da tempo abbandonato il ruolo di capo politico, e al netto del gusto con cui esercita la funzione di ministro degli esteri, Di Maio è ancora il punto di riferimento di tantissimi parlamentari pentastellati. Conte non accetta l’autonomia rivendicata dal suo predecessore alla guida della creatura grillina, ma Di Maio sembra impermeabile ai richiami all’ordine e alle richieste di condivisione pervenuti da Conte. Quest’ultimo, ad esempio, non aveva apprezzato poche settimane fa di essere stato bellamente ignorato da Di Maio, organizzatore di un incontro nientemeno che alla Farnesina con un “quirinabile” come Marcello Pera.

Oggi il nuovo capitolo della saga.

Matteo Salvini si è infatti incontrato con Riccardo Fraccaro nello stesso palazzo che una volta era l’ufficio di Giulio Tremonti. Per parlare di cosa? Il leader della Lega ha ironizzato: “Abbiamo parlato del gol non dato al Milan”. Ma è evidente che il tema principale sia stato il Quirinale. Ecco così trapelare la “forte irritazione” dello stesso Giuseppe Conte e dei contiani. Nella variegata geografia pentastellata, infatti, Fraccaro viene infatti considerato “troppo vicino a Di Maio” per i gusti della nuova presidenza M5s.

A meno di una settimana dal voto, il Movimento 5 Stelle promette di essere serbatoio privilegiato dei franchi tiratori…

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